Racconti di Natale 2015 #3 – L’arrivo di Babbo sangue

Chiudiamo la vigilia con un terzo racconto breve, stavolta di genere thriller, sempre con la collaborazione di mia sorella Giulia.

L'arrivo di Babbo sangue - copertina orizzontale.jpg

 

Era la notte prima di Natale e la neve scendeva lenta e lieve.
     Giorgia dormiva come un angelo e sognava la mattina successiva, quando avrebbe scartato i regali sotto l’albero illuminato.
     Di notte però si svegliò sentendo dei passi che avanzavano verso la sua stanza.
     Si alzò e vide davanti a sé un uomo alto e barbuto, con gli occhi sbarrati e le labbra sporche di sangue.
     Lui scappò e Giorgia spaventata corse dalla mamma, ma nella camera da letto i genitori non c’erano.
     Allora andò in salotto e vide i due che stavano guardando la televisione.
     Ancora terrorizzata chiese: «L’avete visto?».
     «Chi?» chiesero in coro i genitori.
     «Un ciccione con la barba, gli occhi sbarrati e le labbra insanguinate».
     «Tesoro vieni qua» disse il padre. «Non aver paura, lo avrai immaginato».
     Tra le sue braccia, Giorgia si sentì più sicura e in poco tempo si addormentò.

 

La mattina seguente si alzò e cominciò a scartare i regali, ma al posto dei giochi che aveva chiesto trovò delle armi sporche di sangue secco.
     Si mise a urlare e appena si voltò gli comparve di nuovo quell’uomo, che teneva in mano la testa mozzata di una ragazza.
     Questa volta ebbe il coraggio di lanciargli contro le armi che aveva appena trovato dentro ai pacchi, ma non riuscì a colpirlo, quindi Babbo scomparve.
     Giorgia allora perlustrò tutta la casa, compresa la soffitta ma non lo trovò.
     Sua mamma le corse incontro. «Cosa fai! Sei impazzita? Perché te ne vai in giro per le stanze e poi cominci a mettere tutto sottosopra?»
     «Mamma ascoltami!» urlò la ragazza «Devi credermi, c’era veramente Babbo sangue».
     La mamma allora esclamò: «Tu non avevi detto che era Babbo sangue! Lui esiste, l’ho visto anch’io quando avevo la tua età, bisogna andare via da qua!».
     A quel punto arrivò anche il padre e anche lui voleva andare via da quella casa.

 

La notte stessa Giorgia vide di nuovo Babbo sangue, che la ferì a un braccio prima di fuggire. Quando i genitori accorsero, richiamati dalle urla di dolore della figlia, la videro rannicchiata a terra con un braccio sanguinante. Spaventati, la portarono di urgenza in ospedale.
     I medici spiegarono ai genitori che bisognava amputare il braccio alla figlia.
     Dopo che ebbero firmato delle carte per l’operazione, la ragazza entrò in sala operatoria.
     Passate alcune ore Giorgia uscì da quella stanza fredda e si ritrovò in una sala accogliente di un ospedale, e rassicurata dal fatto che si sentiva meglio riposò tranquilla.
     Quando si svegliò i genitori le dissero che avevano deciso di trasferirsi dai nonni, e quando fu dimessa dall’ospedale presero le valigie già pronte, e partirono.
     Nella casa dei nonni continuarono una vita normale, e Giorgia, passato il primo periodo difficile in seguito alla perdita del suo braccio, poté farsi nuove amicizie in un luogo tranquillo senza mostri ed esseri inquietanti.

 

La casa che avevano abbandonato, però, tutt’ora è abitata da Babbo sangue e dai suoi aiutanti malvagi. Ogni persona, specialmente bambini, che passa in quel luogo, diventa il loro pranzo di Natale.

 

Se questo racconto vi è piaciuto, lasciate un voto ^^
Da Giulia e Irene, buona, dolce, XD notte di vigilia!

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Licenza Creative Commons“L’arrivo di Babbo sangue” di Giulia Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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