Carmilla e altri racconti

Buongiorno seguaci,

finalmente eccomi con la mia opinione su questo grande classico della letteratura, perfetto oltretutto per questo periodo uggioso e vicino ad Halloween. 🧟‍♂️🥶

Carmilla, la prima vampira della storia della letteratura, e il dottor Hesselius – medico e metafisico tedesco -, il primo detective dell’occulto, sono i due principali protagonisti di questa raccolta di storie “gotiche”. Un testo chiave, la cui influenza sarà fortissima in tutta la letteratura del Novecento sui fantasmi. Tè verde (1869) è il racconto del reverendo Jennings che, dopo la lettura di “certi volumi antichi, edizioni tedesche di testi in latino medievale”, mentre torna a casa con l’omnibus, vede comparire una misteriosa scimmia, che da quel momento in poi, tra improvvise sparizioni e scoraggianti ricomparse, continuerà a seguirlo fissandolo con bramosia maligna. Il giudice Harbottle (1872) è la funesta cronaca della nemesi piombata su Mr Harbottle, uomo malvagio e corrotto. Carmilla (1871-1872), infine, il più famoso dei racconti di Le Fanu, narra le astuzie e i languori della vampira Carmilla. Le storie di questo volume non sono paurose perché fantastiche, bensì paurose perché vere: riflessi del nostro essere, voci della nostra coscienza, proiezioni della nostra angoscia, immagini duplicate del nostro volto inquietante. Le Fanu ci invita a guardare nello specchio del reale con la consapevolezza che quanto vedremo non sarà la verità, ma una sua ombra confusa, il riflesso baluginante di qualcosa che sfugge al controllo della ragione.

LA MIA OPINIONE

Il primo racconto inserito nella raccolta, tè verde, è quello che mi ha inquietato più di tutti. Particolare, oscuro, un po’ lento inizialmente. Io che non sono abituata allo stile classico questi mi risulta a tratti pesante. Superato l’inizio però mi sono ritrovata coinvolta in un racconto che mi sconvolta e fatto riflettere. Intrigante, inquieta in modo del tutto inaspettato, e gli elementi d’occulto sono devianti e disturbanti.
Sicuramente originale il titolo, che riprende un piccolo dettaglio della storia.
L’insegnamento che ne ho tratto è che non c’è possibilità di guarigione (nei casi in cui si potrebbe guarire) se non c’è fiducia nel medico esperto e se il paziente si schiera dalla parte della malattia.
Un racconto imperdibile!

Il secondo invece, il giudice Harbottle, mi parecchio annoiata all’inizio ma poi comunque stupita per la sua inquietante evoluzione, un po’ come il primo; bisogna superare l’inizio per poterlo in seguito apprezzare.
Ciò che accade al giudice Harbottle è davvero inquietante perché trattasi di qualcosa che suona come davvero realistico. Il fantastico, così come l’orrore, è proprio quella voce della coscienza, la proiezione di una profonda angoscia, come dice la descrizione del libro.

Il terzo racconto, il più famoso, è Carmilla. Anche qui l’inizio è una noiosa introduzione, ma che prospetta un continuo da non perdere. Infatti diventa in breve attraente e inquietante, per quanto la vera natura di Carmilla fosse scontata. Di certo i colpi di scena non sono il pezzo forte di questo racconto.
Sa comunque stupire, considerando che è stato scritto parecchi anni fa. Il personaggio di Carmilla inquieta e affascina al tempo stesso, complice la sua bellezza descritta, il suo perenne languore e a tratti la sua lascività. Di sicuro un racconto da non perdere, considerata poi anche la sua lunghezza esigua.



E voi, avete letto Carmilla? Se sì, cosa ne pensate? Scrivetemelo sotto in un commento! 👇😊
Se non l’avete letto, vi attira?
Io lo consiglio assolutamente!

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