Le crociate – Kingdom of Heaven (Director’s cut) recensione

Buon sabato a tutti, lettori! 🙂 oggi una recensione speciale, su uno dei film che amo di più: Le crociate, Kingdom of Heaven. Ho giusto visto ieri sera la versione Director’s cut, che, credetemi, cambia davvero tutto.

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Titolo originale: Kingdom of Heaven
Lingua originale: Inglese, arabo, italiano, latino
Paese di produzione: USA, Gran Bretagna
Anno: 2005
Durata: 144 min. (versione cinematografica), 194 min. (Director’s cut)
Genere: epico, drammatico, storico, guerra
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: William Monahan
Produttore: Ridley Scott
Casa di Produzione: 20th Century FoxScott Free ProductionsStudio Babelsberg
Distribuzione (Italia): Medusa Film
Fotografia: John Mathieson
Montaggio: Dody Dorn
Musiche: Harry Gregson-Williams

Scenografia: Arthur Max

Interpreti e personaggi

Orlando Bloom: Baliano di Ibelin
Eva Green: Sibilla di Gerusalemme
Jeremy Irons: conte di Tiberias (Raimondo III di Tripoli)
Marton Csokas: Guido di Lusignano
David Thewlis: Cavaliere Ospitaliere
Brendan Gleeson: Reginaldo di Châtillon
Ghassan Massoud: Saladino
Edward Norton: Baldovino IV di Gerusalemme
Liam Neeson: Goffredo di Ibelin (Barisano di Ibelin)

 

Trama:Immagine correlata

Il film narra la storia di Baliano di Ibelin, un francese, la cui moglie si è suicidata dopo la morte del loro unico figlio. Baliano viene poi raggiunto nel suo villaggio dal padre Goffredo di Ibelin, che invita il figlio a Gerusalemme dove egli è proprietario di alcune terre. Goffredo però muore in Sicilia, prima di partire verso la Terra santa, a causa di una ferita riportata in uno scontro con alcuni soldati francesi che volevano l’arresto di Baliano, reo di aver ucciso il prete del villaggio (dopo aver scoperto che quest’ultimo, prima di seppellirla, aveva rubato alla moglie un piccolo crocifisso d’argento).
Baliano parte per Gerusalemme convinto di poter espiare così il suo peccato e quello della moglie suicida, si ritroverà a capo dei cavalieri del padre, a fianco del re lebbroso Baldovino IV e di Tiberias (maresciallo della città), in perenne contrasto con Guido di Lusignano e lo spietato Reginaldo di Châtillon, che al contrario del saggio re, bramano la guerra contro i saraceni. Dopo la morte del Re e la sconfitta in battaglia di Guido e Reginaldo per opera del potente esercito del Saladino, toccherà a Baliano difendere le mura della città.

 

Recensione:

Ovviamente la versione director’s cut contiene molte scene in più, sui 50 minuti, cin-quan-ta! Quasi un’ora mica è poco, gente! Se dovete ancora vedere il film, guardate quella direttamente.

E ora… iniziamo con il dire che la pellicola di Scott è scarsamente basata su veridicità storiche, ma è più che altro una sua interpretazione storica. Aggiungo io, un’interpretazione straordinaria. Ridley Scott, non è un mistero, se ne prende sempre molta di libertà, ma se la gioca anche in un modo davvero magistrale. A parte certi punti, per esempio la morte del figlio di Sibilla, dove avrei da ridere parecchio nonostante le scene siano comunque bellissime.
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Dettagli storici a parte poi, è doveroso ammettere che Scott (e compagnia bella) ha mostrato un grande talento nel ricreare un periodo storico come l’età delle crociate, per nulla semplice dato che ha segnato non poco la storia dell’umanità (conflitto che purtroppo ancora va avanti con tutte le conseguenze derivanti da quelle maledette crociate). Per non parlare poi dei luoghi dell’ambientazione, bellissimi…

A fare da perfetta cornice al tutto le musiche straordinarie di Harry Gregson-Williams, la meravigliosa fotografia di di John Mathieson e ovviamente la sceneggiatura di William Monahan che contiene davvero delle perle di dialoghi.

“Che uomo è un uomo che non cerca di migliorare il mondo in cui vive?”

Questa una delle tante, che, all’inizio del film, riassume perfettamente quello che è il personaggio principale e ciò che sarà il suo credo fine alla fine del film. Un personaggio, quello interpretato da Orlando Bloom, che ha rivenuto parecchio critiche negative, almeno da quello che ho letto nel web.

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Critiche a mio parere errate. Parlando della Director’s cut, in inglese, ho trovato Orlando Bloom per niente privo di talento come affermano alcune recensioni. Semmai il personaggio stesso è un po’ troppo l’eroe perfetto, ma questo non dipende da Bloom, che invece, si nota, ci ha messo talento e cuore in questa recitazione. A me è piaciuto.

Una nota negativa di tutto il film è quella sfumatura di ridicolo che insegue quasi ogni storico di Scott, che tende sempre a far cadere un bel po’ la credibilità, ma, e c’è il ma, è pur sempre un film e un film per non annoiare ha bisogno talvolta anche di questa atmosfera da kolossal.

Oltre a Orlando Bloom, il resto del cast è composto soprattutto dalla straordinaria Eva Green, che amo in ogni suo ruolo, sempre profonda e intrigante, Risultati immagini per le crociate film

un bravissimo Jeremy Irons, che non delude mai, nei panni del conte di Tiberias, un profondissimo e interessante David Thewlis (cavaliere Ospitaliere) e Liam Neeson, che di certo non ha bisogno di presentazioni;

Non do alcun credito alla religione. Sotto la parola religione ho visto la follia di fanatici di ogni denominazione venire chiamata “volontà di Dio“; la santità sta nell’agire rettamente e nel coraggio da parte di coloro che non possono difendersi. E la bontà, ciò che Dio desidera, sta qui e qui. Secondo ciò che decidete di fare ogni giorno, sarete un uomo buono o no. (Cavaliere Ospitaliere)

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Goffredo di Ibelin (Liam Neeson)
Siate senza paura di fronte al nemico;
Siate coraggiosi e giusti;
Proclamate la verità, anche a costo della vita.
Difendete gli oppressi e non piegatevi al male.
Questo è il vostro giuramento!!

come non parlare poi dei due grandi re: Saladino e Baldovino IV, interpretati rispettivamente da Ghassan Massoud (una recitazione molto forte e un gran personaggio, veritiero nonostante i fatti storici) e il grandioso (lo so, ho un debole) Edward Norton, che il re di Gerusalemme lo interpreta magistralmente anche senza ”metterci la faccia” (che battuta).

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A sedici anni ottenni una grande vittoria, in quel momento sentii che avrei vissuto cento anni, ora so che non vedrò i trenta. Nessuno di noi conosce la propria fine, in realtà, o quale mano ci condurrà ad essa. Un re può muovere un uomo, un padre può rivendicare un figlio, ma ricordate che persino quando coloro che vi muovono sono re, o uomini di potere, la vostra anima appartiene unicamente a voi. Quando sarete innanzi a Dio non potrete dire: “Ma mi hanno detto gli altri di farlo” o “Non conveniva la virtù, in quel momento”. Non sarà sufficiente, ricordatevelo. (Baldovino IV di Gerusalemme)

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Baliano: Quanto vale Gerusalemme?
Saladino: Niente… tutto.

 

 

 

Davvero evidente il talento di Scott nell’assedio finale, con scene d’effetto e dialoghi forti.

 

Baliano Di Ibelin (Orlando Bloom)

Non abbiate timore innanzi ai vostri nemici, siate impavidi e retti così che Dio possa amarvi.dite il vero… anche se vi conduce alla morte, salvaguartdate gli indifesi, è il vostro giuramento. Sorga un cavaliere!

 

 

 

Fatti storici a parte (comunque presenti, dai, non esageriamo) è un film assolutamente bellissimo, che interpreta favolosamente una condizione che ancor oggi è presente, la lotta per Gerusalemme.Immagine correlata

Un film che vuole la pace – cosa che si nota non solo nei personaggi, resi molto più saggi e pacifici che nella realtà storica (parlando soprattutto dei due re) e che viene mostrata anche da molti piccoli dettagli a cui ho fatto piacevolmente caso; e un film che condanna senza appello per quelle che erano le crociate, basate sull’uccidere  in nome di Dio. Gerusalemme è tutto… e niente, come dice Saladino a Baliano verso la fine, quando questi gli chiede quanto vale Gerusalemme. La pace nel regno dei cieli (come riporta tristemente la didascalia finale) è tuttora sfuggente, perché il vero ”regno dei cieli” sta ”qui e qui”, nella mente e nel cuore degli uomini giusti.

 

Per riassumere: Forte. Forte. E ancora forte. Con i suoi difetti. Ed è questa infine la sua credibilità.
Inoltre, devo aggiungere, come detto all’inizio, la versione cinematografica è piena di buchi anche se bella; la director’s cut cambia tutto, quando l’ho vista, ieri sera, ho pensato subito: “Cavoli, questo è il vero Le crociate!”

Spero che la recensione vi sia piaciuta. Se si, lasciatemi un voto su net-parade!
E ricordate: se avete già visto il film, riguardatevelo ma nella versione giusta. 😉
Se non l’avete visto, ma state scherzando? Blasfemia! 😀 Sbrigatevi gente! Dio lo vuole!

 

 

 

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