L’undicesimo re – Capitolo 24

CAPITOLO PRECEDENTE
♦INDICE E INFORMAZIONI

 

<<Nolan Bastian, ammetti di avere aggredito la principessa mia sorella e picchiato donna Matilde?>>

Il silenzio permeava le mura della vecchia torre, gli spifferi erano l’unico, inquietante rumore.

<<Avrei dovuto fotterle quelle due sgualdrine.>> Ser Nolan sputò a terra ai piedi del re, storcendo il volto in una maschera orrenda. <<Avrei dovuto fotterle a sangue.>>

<<Taci!>> Il sovrano gli mollò un manrovescio che lo mandò a terra, ma l’altro ne rise. I suoi capelli biondi erano sporchi di una melma puzzolente, gli occhi splendenti, per cui Mey aveva provato una profonda attrazione, era velati da un grigiore putrescente, resi piccoli dalla collera, somigliavano tanto a quelli di un ratto. Il coraggio tanto ammirevole con cui le aveva salvato la vita era annegato in un mare di follia e superbia.

Mey guardò suo fratello. Era rosso di rabbia, gli occhi gonfi e violacei rivelavano la sua stanchezza. Ogni tanto barcollava e si portava la mano al fianco, ma rifiutava l’aiuto di ser Aaron, sempre pronto a pochi passi da lui.

<<Questa è la quarta volta che te lo chiedo, Nolan, schifoso bastardo. Credimi, ti conviene ammettere.>> La voce del re era debole, ma tremava di rabbia. <<Hai aggredito mia sorella e quasi ammazzato la donna che mi ha fatto da balia, due delle persone a cui tengo di più al mondo. Se non ammetti la tua colpa, giuro che saranno le tue budella appese alle porte della città a farlo per te.>> Lo guardò con un odio profondo, e nel contempo gli cacciò una pedata sulle costole, facendogli sfuggire un grido strozzato.

Nolan Bastian però sostenne il suo sguardo. <<Preferisco essere appeso alla tua dannata porta, piuttosto che darti una sola, piccola, soddisfazione, figlio di una dannata cagna.>> Sputò di nuovo, stavolta in faccia al re.

Mey soffocò un’esclamazione portandosi una mano alla bocca, Magett sgranò gli occhi, stupefatto da tanto ardire. Poi in uno scatto gli piombò addosso e gli assestò un violento pugno in piena faccia. L’altro non si difese, ma lasciò che continuasse a tempestarlo di pugni. <<Maledetto bastardo, come osi insultare la mia benedetta madre… Schifosa feccia.>>

Silver e Aaron intervennero subito, prima che il re lo uccidesse di botte. Erano gli unici che potevano farlo, le guardie non potevano in alcun modo toccare il loro re se lui non glielo permetteva.

<<Sire, basta così>> fece Silver. <<Lo vuoi forse ammazzare?>> Anche lui sembrava parecchio scosso, ma la saggezza aveva preso il sopravvento sulla rabbia.

Magett invece era persino impallidito dalla collera. Si alzò e si sfregò le mani insanguinate sulla tunica chiara. Mey non capì se si fosse scorticato le nocche picchiando Nolan o se quello fosse il sangue di quest’ultimo, che ancora a terra ridacchiava pulendosi il sangue con la camicia lurida.

<<Sarebbe un grosso problema con i Bastian, sire. Non conviene fargli del male>> insistette Silver in tono addolcito.

Magett lo fulminò con occhi lucidi e arrossati, le mani strette a pugno lungo i fianchi: <<Ma ha offeso mia madre, Silver, colei che fu la sua regina.>>

Lord Silver guardò Nolan con severo disprezzo: <<La reputazione impeccabile della vostra splendida madre non può essere intaccata da un cavaliere privo d’onore. Marianne resterà sempre nella nostra memoria come una donna integra, di sani principi, e di una bontà straordinaria. Come te, del resto, mio signore.>>

Mey sussultò nel sentire Silver nominare sua madre per nome. Doveva averla conosciuto molta bene, si disse. Suo fratello, invece, sembrò lusingato dalle parole del lord e addolcì anch’egli il tono, facendo un respiro profondo. <<Grazie, Garen, le tue parole sono di insegnamento a tutti noi. Le parole di un cavaliere che è meritevole di esserlo non hanno alcun peso.>>

Si volse e guardò Nolan, serio come Mey non l’aveva ancora visto. <<Ti do un’ultima possibilità, Bastian. Confessa e riceverai il perdono, altrimenti la pagherai.>>

Il prigioniero si fece meno sorridente, ma non perse la sua aria di superiorità; a testa alta, nonostante avesse le mani legate, appariva quasi più arrogante di quando lo era prima di mostrare il suo vero modo di essere. <<Preferisco marcire in cella, te l’ho già detto. Del tuo perdono non so che farmene, e rifarei quello che ho fatto; anzi, farei anche peggio.>>

Magett questa volta mantenne il controllo: <<Bene. Silver, come vedi non vuole confessare i suoi peccati. Cosa ne facciamo di lui?>>

Silver distolse lo sguardo dal suo sovrano e tenne un ammirevole contegno, nonostante nei suoi occhi Mey leggesse una profonda angoscia. Parlò in tono fermo, persino autoritario, con la voce di un padre: <<Non abbiamo scelta. Lo lasciamo andare.>>

<<Che cosa?>> Il re si riempì di nuovo di collera.

Tutti si sdegnarono qua quelle parole, Mey compresa. Nella stanza più grande della torre c’erano solo lei, il re, Silver, Aaron, un paio di guardie e ser Rudolf Ruyn. Quest’ultimo avendo portato Nolan a corte, perciò era ritenuto in parte responsabile delle sue azioni e fino a quel momento se n’era rimasto in completo silenzio accanto a Mey. Con sorpresa di tutti, si fece avanti.

<<Avete osato incolpare anche me, lord Silver, per gli atti incresciosi di Nolan, intaccando il mio onore di Ruyn, e ora pensate di lasciarlo andare via così, senza una punizione? Lui che è il vero colpevole?>>

<<Lasceremo andare anche voi, ovviamente>> ribatté Silver con un velo di derisione.

Ruyn serrò gli occhi con rabbia. Mey allora si fece coraggio e avanzò di un passo. <<Io non credo che ser Rudolf sia colpevole.>> Tutti la fissarono interdetti. <<Accettò Nolan come compagno di viaggio, questo è vero, ma non può essere disonorato per ciò che non ha fatto. Penso inoltre che ser Rudolf non potesse sapere che Nolan si sarebbe rivelato un cavaliere privo di qualsiasi onore.>> Marcò il nome di Nolan, fissando prima Silver e poi il fratello e indugiando su quest’ultimo.

<<Chi ti dice che vogliamo punirlo?>>

<<Io credo che voi abbiate avuto tutta l’intenzione di farlo>> rispose riferendosi al fratello. Lui, visibilmente scocciato dalla sua intromissione, distolse lo sguardo. <<Forse mia sorella ha ragione, Garen.>>

Lord Silver annuì. Mey, che sin da subito lo aveva creduto un brav’uomo, non riusciva più a capire da che parte stava. <<Allora lasciamoli andare entrambi, sire.>>

<<No.>> Il re scosse la testa. <<Ruyn sì, anche se l’idea non mi piace, ma Bastian… lui è tutt’altra questione. Impossibile da perdonare dico io.>>

<<Lo capisco mio signore, ma cosa dirai a lord Bastian quando suo figlio tornerà a Battaglia d’oro e gli riferirà l’accaduto?>>

<<Nulla, non dirò nulla, lascerà che sia Nolan a spiegare al padre il suo oltraggioso comportamento.>>

Mey sorrise, soddisfatta, ma in quel momento vide Nolan alzarsi; era imbrattato di sangue, un occhio gonfio e rosso, ma non sembrava nulla di troppo grave. Prima che lei potesse anche solo rendersene conto, Nolan si gettò sul re, il volto contratto dall’ira, e lo colpì forte alla testa.

Finirono a terra, Magett colto alla sprovvista, rotolarono sul pavimento di pietra umida, tra la melma e la paglia ammuffita che ricopriva la cella; il re tentò di difendersi, ma questa volta Nolan ebbe il sopravvento e gli assestò un violento pugno sullo stomaco.

Per fortuna le guardie intervennero subito, prendendo Bastian sotto le ascelle e togliendolo di mezzo. Mey, senza pensarci, corse subito dal fratello. Sanguinava dalla testa, ma era cosciente. Sembrava aver preso una bella botta. <<Fratello, state bene?>>

<<Benissimo>> rispose sarcastico Magett. Si sollevò con l’aiuto di Aaron, che come lei era accorso trafelato al suo fianco.

Le guardie tenevano stretto Nolan per le braccia. Era quasi brutto, come un cane rognoso, con quell’espressione irata e folle. Mey ne fu disgustata e si girò dall’altra parte.

<<Un bel colpo eh?>> sghignazzò Nolan rivolto al re. Mey riportò l’attenzione su di lui. <<Avrei dovuto fracassarti il cranio, avrei fatto un favore a tutti…>>

<<Taci verme!>> inveì Aaron. <<Osa dire un’altra parola e sarà il tuo, di cranio, a decorare il pavimento. E credimi, Bastian, non aspetto altro.>>Magett si toccava la testa, dove il sangue continuava a uscire. <<Dovreste vedere un guaritore>> gli disse Mey, preoccupata dal pallore del suo viso.

<<No, prima devo risolvere questa maledetta faccenda.>>

<<Ehi, fa male vero bastardo?>> La voce folle di Nolan suonava aspra e rauca. Mey rabbrividì di orrore, pensando che fino a pochi giorni fa credeva di essere innamorata di una persona tanto disgustosa.

<<Farà male anche a te se non la smetti, Bastian>> ribatté il re sbuffando.

<<Fra poco correrai dalla mammina, ci scommetto>> rise Nolan di rimando. <<Ah, no, è vero, tu non ce l’hai più la mamma.>>

A Mey tornarono i brividi, mentre un moto di tristezza mista a puro odio la attraversava tutta. Prese una mano del fratello, per evitare che facesse stupidaggini. <<Non ascoltarlo.>>

Magett fremeva di rabbia, la mano serrata a pugno nella sua. Il sangue gli era colato sulla tunica, sul collo e in parte anche sulla fronte, dove scendeva in un delicato rivolo lungo la guancia destra. I suoi occhi blu erano pozzi neri di odio. <<Trenta frustate saranno sufficienti.>> Fece un cenno alle guardie. <<E queste solo per gli insulti verso la nostra amata madre. Altre trenta saranno per ciò che ha fatto a Matilde e a te, Mey.>>

<<Sire.>> Silver intervenne subito con occhi critici. <<So bene che Bastian merita una severa punizione, ma sessanta frustate? Non può sopravvivere, e noi non possiamo permetterci, di questi tempi, altre inimicizie con le casate del regno.>>

<<Lo so, Garen, ma non ho di certo intenzione di ucciderlo. Sessanta frustate le riceverà in qualche giorno, di modo che riesca a sopravvivere ma soffra abbastanza da ricordarsi cosa significa sfidare la mia autorità.>>

Silver scosse la testa: <<Mio signore, abbiamo già problemi con i Rud e i Tarn e non sono gli unici. Con i Bastian sarebbe molto peggio, dato che sono una delle case più ricche e potenti. Chiedi piuttosto a lord Bastian un risarcimento in denaro e lascia andare suo figlio. Il lord ci tiene all’onore, non rifiuterà.>>

<<Sempre che non sia come il figlio>> sbottò Magett.

<<No, sire, te lo garantisco. Pagherà.>>

Mey vide il fratello inspirare profondamente. Fissava Nolan con tanto odio che avrebbe potuto ucciderlo all’istante. <<E come facciamo a sapere che invece non ci tradirà?>>

<<Dovremo correre il rischio, ma almeno ne usciremmo puliti.>>

Nessuno parlò. Taceva anche ser Rudolf, ma il suo sguardo era serio. Dopo qualche secondo di silenzio, intervenne Aaron: <<Secondo me Silver ha ragione. Mi sembra una mossa più saggia e decisamente più vantaggiosa.>>

Magett non sembrava convinto. Aveva mollato la mano di Mey, ma erano ancora molto vicini, tanto che lei poteva sentire il suo profumo di miele, sudore, lavanda e formaggio vecchio. Il suo odore non era mai uguale, ma la sensazione che le provocava era sempre la stessa: si sentiva al sicuro, protetta da qualsiasi cosa. Per questo sapeva che suo fratello avrebbe preso la decisione giusta; Mey si fidava di lui.

In quel momento Ruyn si fece avanti: <<Mio signore, potrei portare io stesso le prove a lord Bastian, come prova della mia fedeltà.>>

Il re lo guardò con stizza: <<Fedeltà, Ruyn? Verso di me o verso i Bastian?>>

<<Verso dio voi, ovviamente.>>

<<Non mi fido di te Ruyn. Se vuoi vattene pure, ma non ti affiderò un compito tanto importante.>>

Ruyn lo guardò con risentimento, poi volse un tiepido sguardo verso Nolan. A Mey dispiacque per lui; durante il viaggio seri Rudolf era stato gentile, gli era sembrato un brav’uomo, eppure a Magett non era piaciuto sin da subito. Il cavaliere se ne andò sdegnato, senza che nessuno si curasse di salutarlo. Mey notò che, nonostante fossero trascorse alcune settimane e la ferita alla gamba fosse ufficialmente guarita, ser Rudolf zoppicava ancora.

<<Bene, il vecchio è sistemato.>>

<<Zitto Nolan.>> Aaron gli rivolse un’occhiata fiammeggiante.

<<Quindi sire, hai preso la tua decisione?>> chiese Silver approfittando di un attimo di silenzio.

Magett annuì: <<Sì, faremo come hai detto tu Garen, anche se un po’ mi spiace per il povero lord Bastian, poiché gli costerà parecchio. Forse non potrà più sostenere le cure del suo debole primogenito.>>

A Mey vennero i brividi. Le parole di suo fratello erano crudeli, non se lo sarebbe mai aspettato da lui.

Nolan digrignò i denti. Il re aveva toccato il tasto giusto. Forse dopotutto a Nolan importava del fratello, anche se, quando l’aveva conosciuto, le era parso impaziente di ereditare le fortune della famiglia.

<<Muori, Krown, muori! Bastardo schifoso, se potesse ti taglierai la gola!>> Nolan si dimenava, i capelli strapazzati gli ricadevano sulla fronte. Con quell’occhio gonfio era quasi irriconoscibile. Non aveva nulla dell’affascinante cavaliere di cui Mey aveva creduto essere innamorata. <<Devi crepare, bastardo, se oserai fare del male a mio fratello io giuro che ti ammazzo e fotto a sangue quella tua stupida sorella.>>

Magett sollevò una mano e le guardie gli tapparono la bocca. Si avvicinò e gli piantò addosso uno sguardo gelido. <<Potevi pensarci bene, Bastian, prima di aggredire una principessa Krown. Ora ne soffrirà la tua famiglia e tu non potrai fare nulla per evitarlo.>>

<<No! Bastardo maledetto, schifoso! Tu non sai chi stai difendendo, Krown! La tua disgraziata sorella è solo una puttana! Si è fatta sfondare da tutti durante il viaggio , persino da Ruyn.>>

<<No!>> Mey si portò la mano alla bocca, soffocando la sua indignazione. Si sentì persino mancare, tanto che Silver fu costretto a sostenerla per un braccio. <<Non ascolta mia signora, è un pazzo>> le sussurrò il lord, ma lei sentiva lacrima di rabbia premerle sugli occhi. Non credeva a ciò che aveva sentito. Come poteva accusarla di questo?

Era talmente presa dal suo turbamento, che si accorse tardi dell’espressione di pura ira che si era dipinta nel volto di suo fratello.

Accadde tutto in un attimo. Nolan stava ancora inveendo contro il re, che livido di collera sguainò la spada e si lanciò contro il prigioniero. Nessuno, a parte Aaron, riuscì a intervenire. Lui fu veloce e si frappose fra Nolan e la spada.

Mey urlò. La lama era entrata nel corpo di Aaron, appena sotto l’ascella sinistra. Magett lasciò la presa sull’elsa, inorridito dal suo gesto. Sbiancò in modo tremendo mentre guardava l’amico accasciarsi a terra.

 


Licenza Creative Commons“L’undicesimo re” di Irene Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

 

Eccoci qui, spero che vi sia piaciuto. Perdonate la mia lentezza, poi con questo caldo sarà ancora più difficile. Probabilmente metterò il blog in pausa tra un mesetto. 
Scusate per eventuali errori, se volete segnalarmeli ve ne sarò grata. E perdonate anche i caporali che non sono caporali, purtroppo mi si è sballato word e non sono riuscita a ripristinarli. 

E ora, me lo lasciate un commentino? 😀 

 

siti web

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...