L’undicesimo re – Capitolo 21 – La sfida

ATTENZIONE!
Da questo capitolo, comincerò a seguire la divisione di wattpad. Mi spiego meglio. Su wattpad ho sistemato i capitoli, dividendoli un pochino meglio e revisionando un po’. Farlo anche qui sarebbe un lavoraccio inutile, perciò ho deciso di continuare semplicemente seguendo la numerazione di wattpad.
Qui siamo arrivati alla quarta parte del capitolo 16, su wattpad al capitolo 21.
Su wattpad la quarta parte del 16 è il capitolo 20. Non preoccupatevi, non ho saltato pezzi di storia, vado solo avanti con la numerazione.

Allora, ricordate dov’eravamo arrivati?

Punto di vista di Mey, che va a far visita a Nolan Bastian, che si è ripreso (grazie al re che gli aveva dato la sua pozione magica datagli da Séfina a Elber per il suo braccio ferito).
Nolan, scioccando Mey, svela la sua vera natura di gran bastardo, picchiando la povera balia Matilde e tentando di violentare Mey, che prova a difendersi e viene poi salvata dalle sue guardie.

 

 

Quel giorno a pranzo Magett non mise in bocca nulla. Il suo stomaco era rivoltato per ciò che era accaduto; non riusciva a pensare che un altro messaggero innocente avesse perso la vita perché lui non poteva muoversi dal castello. Solo perché Silver temeva di lasciargli fare anche solo un passo che non fosse entro le mura.

Sapeva che lo faceva per il suo bene, ma non aveva alcun diritto di condannarlo in quel modo all’immobilità; lui era il re, e doveva prendere le sue decisioni, come aveva fatto appena saputo dell’imboscata a Elber.

Seduto sul suo scranno, i gomiti poggiati sul tavolo, scrutava i molti lord che mangiavano e chiacchieravano tranquilli, come nulla fosse. Persino Silver sembrava essersi ripreso dal dispiacere.

Solo Aaron aveva lo sguardo fisso sul suo vassoio, dove una grossa forma di pane rimaneva bianca e intatta. Certo non era da lui, e il motivo Magett lo sapeva bene.

<<Non mangi Aaron?>>

<<Non ho fame, sire.>>

<<Ma il tuo pane è ancora pulito… Ti pare educato non sporcarlo con un po’ di buona carne di cinghiale?>>

Aaron sbuffò: <<Dovreste mangiarlo voi il cinghiale, mio re, vi farebbe bene.>>

<<Suvvia Aaron, a che serve mettere il muso? Ormai la mia decisione l’ho presa, e se proprio non ti va di venire puoi anche…>>

Magett si bloccò di colpo, trasalendo. Aaron, in un attimo di rabbia, era balzato in piedi battendo i pugni sul tavolo. Il suo volto era contratto, gli occhi bassi e scuriti dalla collera.

<<Quando imparerai ad accettare il consiglio di chi tiene a te? Vuoi proprio buttare la tua vita in pasto a quel maledetto di un Rud? Ebbene fallo pure, ma sappi che io non ci sarò per vederti morire.>>

<<Aaron… sei così certo che io non possa farcela?>> Non sapeva se sentirsi offeso, ma la scioccante reazione dell’amico fermò tutta la rabbia che stava salendo in lui.

<<Sei un folle a credere di poter conquistare Ruddark.>>

<<Non è quello che voglio fare.>>

<<E cos’è che vuoi fare? Sai bene che è l’unica strada. Rud non ti giurerà mai fedeltà, non obbedirà mai ai tuoi ordini.>>

<<Perché non dovrebbe?>>

<<Perché tu non sei un re!>>

Tutti i lord smisero di mangiare; d’un tratto decine di volti furono puntati sulla loro discussione.

Magett si sentì come colpito da uno schiaffo. Il suo cuore perse un battito, la testa cominciò a vorticare. Si afferrò il petto, colto da un dolore pungente, ma si alzò comunque anche se barcollando. <<Non credo a ciò che ho sentito, Aaron. Dimmi che stai scherzando, o che ti sei espresso male.>>

Negli occhi di Aaron c’era puro fastidio, anche se una sfumatura di dispiacere addolciva la rabbia che li scuriva.

<<Non sto scherzando, e non mi sono espresso male. Tu non sei un re, Magett. Altrimenti faresti ciò che è giusto.>>

<<Eri presente alla mia incoronazione. Tu mi hai giurato fedeltà.>>

<<L’ho fatto, ma me ne sto pentendo.>>

<<Ora basta.>> Magett strinse gli occhi per sopportare una fitta acuta al petto. <<Vattene da questa sala.>>

<<Andarmene? Dovresti ascoltarmi, Magett, e accettare i miei consigli, invece mi chiedi di andarmene?>>

<<Non te lo sto chiedendo, te lo sto ordinando.>>

<<Bene.>> I pugni chiusi di Aaron cozzarono di nuovo con forza sul tavolo, facendo sobbalzare calici d’argento e brocche di vino.

<<Aaron, aspetta, calmati e ragiona>> provò a dire Silver, alzatosi per intervenire.

<<No, Silver, io ho ragionato già abbastanza. Non sono fatto per questo, sono nato per la battaglia. Sono un Kart.>> A testa alta Aaron spostò di cattiveria la panca, destabilizzando metà lord che vi erano seduti, e attraversò la sala per poi uscire senza voltarsi indietro.

Magett barcollò, gli girava la testa. <<Garen… mi sento male.>>

<<Mio re…>> Silver lo rimise a sedere. <<Vado a chiamare le guardie, che ti scortino nelle tue stanze.>>

<<Sì, buona idea.>> Non si sentiva per nulla bene. Come poteva aver litigato con Aaron per una cosa tanto semplice? Mai era accaduto che discutessero a quel modo in tutti gli anni che si conoscevano.

“Tu non sei un re, tu non sei un re,” cominciò a ripeterselo, tentando di trovare il vero senso di quelle parole, ma poco dopo le sue dolorose riflessioni furono interrotte dal rumore delle porte che si spalancavano.

Magett, come tutti, guardò da quella parte; i suoi occhi si sbarrarono per l’incredulità. <<Tu?>>

Terence Tarn avanzò rapido verso di lui. Vestiva come l’ultima volta che lo aveva visto, quando se n’era andato da quella stessa sala dopo che Magett si era infuriato con il fratello Terrell.

Due guardie corsero dietro a Terence. <<Mi dispiace vostra maestà, non siamo riusciti a fermarlo!>>

<<Terence, che ci fai qui? Non è il momento adatto.>> La voce gli uscì debole, cosa che fece accrescere il suo fastidio verso Terence.

<<Sono qui in cerca di vendetta.>>

<<Bé, mi spiace, ma, ripeto, non è il momento adatto.>>

<<Il momento adatto lo scelgo io, dato che “tu” hai deciso della vita di mio fratello.>>

<<Lord Terrell non è morto, è solo in cella e ci starà per un altro po’ di tempo, finché avrà ricominciato a ragionare.>>

Terence si avvicinò ancora, fino a trovarsi a pochi passi di distanza da lui. <<Tu gli hai fatto mozzare entrambe le mani, bastardo!>>

«Una punizione meritata.>>

La faccia di Terence divenne rossa di collera; in un attimo si gettò su di lui, ma le guardie lo presero allontanandolo. <<Lasciatemi figli di puttana! Non ho ancora finito, lasciatemi! Devi pagare, Krown!>>

Magett si massaggiò un polso, dove Terence l’aveva stretto per un attimo. <<Portatelo via.>>

<<Muovetevi, in cella!>> fece eco Silver, per poi fiondarsi da lui. <<Tutto bene mio re?>>

<<Sì, tranquillo Garen.>>

Ebbe appena il tempo di finire la frase, che si udì il rumore di una lama che veniva estratta e una guardia urlare. Terence aveva tirato fuori il suo pugnale, ben nascosto sotto la tunica, e aveva tagliato la gola a uno degli armigeri. L’altro era istintivamente indietreggiato, sorpreso da quella reazione.

Tutti i lord nella sala reagirono alzandosi, o almeno quasi tutti. Il nobile Patrick continuò tranquillamente a mangiare, rubandosi cosce di tacchino e bocconi di cinghiali anche dai suoi vicini.

Alcuni sguainarono la spada e si sovrapposero tra Terence e lui.

Magett si mise in piedi a fatica: <<Terence, tuo fratello se l’è voluto, non capisci? Per favore, finiamola qui.>>

Incurante di tutte le spade sguainate, il giovane Tarn si avvicinò nuovamente e gettò qualcosa ai piedi di Magett. <<Questa è la mia risposta.>>

Tutti, costernati, puntarono lo sguardo a terra per vedere cosa fosse. Magett invece, anche senza guardare, già l’aveva capito. Un guanto.
 

Nota:

L’immagine in evidenza è il taglio della copertina della storia su wattpad, creata da ravenxblood.

siti web


Licenza Creative Commons“L’undicesimo re” di Irene Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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4 pensieri riguardo “L’undicesimo re – Capitolo 21 – La sfida

  1. ciao cara non ho capito molto bene la storia della numerazione, ma fa nulla, tu fai quel che credi. Personalmente torno un pochino indietro perché mi sa che ho perso qualche capitolo… tanto la numerazione non mi ha mai aiutata molto, ahimè!
    Però ricordo la tua storia, che è molto bella… quindi spero di non perdermi più nulla ^_^

    Mi piace

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