Scrittura#3 – Storia della scrittura (parte quinta)

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Buongiorno a tutti!  Come promesso, oggi parleremo del papiro, uno dei materiali per la scrittura.

Articoli precedenti:

 

IL PAPIRO

LA PIANTA DEL PAPIRO

Ricavato da una pianta perenne coltivata nelle aree paludose del territorio egiziano sin dal III millennio a.C., il papiro è stato il principale veicolo di trasmissione della letteratura greca fino al II sec. d.C., periodo in cui si diffuse l’uso della pergamena che successivamente, nel IV sec., finì per prevalere su quello del papiro come supporto della produzione letteraria del Vicino Oriente.

LA LAVORAZIONE DEL PAPIRO

Plinio il Vecchio descrive il processo di fabbricazione dei fogli di papiro: la parte interna dello stelo della pianta veniva tagliata in strisce quanto più possibile sottili e larghe; queste venivano poi collocate una accanto all’altra su un supporto di legno;
si tagliava quindi una seconda serie di strisce identiche che venivano disposte perpendicolarmente alle prime;
successivamente si martellava l’insieme così composto con un mazzuolo.

La natura della sostanza adesiva necessaria alla fabbricazione dei fogli di papiro è stata oggetto di numerose ipotesi. Secondo Plinio, essa era ricavata dal fango del Nilo, ma Ibn al-Bayṭār (m. 646/1248), che scrive in un periodo in cui in Egitto la produzione del papiro come supporto della scrittura era cessata ormai da più di due secoli, sostiene, citando a tale proposito il suo maestro Abū ‘l-῾Abbās al-Nabātī, che la sostanza agglutinante era ottenuta grazie alla dissoluzione nell’acqua dei semi del loto blu. È a Naphtali Lewis (1934) che va riconosciuto il merito di aver dimostrato che i due strati di strisce si agglutinavano semplicemente grazie al succo che colava dalle fibre della pianta durante il processo della martellatura.

I fogli di papiro che ci sono pervenuti misurano tra i 12,7 e i 37 cm di larghezza e tra i 30 e i 58 cm di lunghezza, valori molto vicini a quelli indicati da Plinio. Dopo essere stati lisciati con un brunitoio, i fogli venivano incollati l’uno accanto all’altro in modo da formare rotoli composti da venti fogli che potevano essere divisi in unità più piccole.

Si preferiva scrivere sul lato in cui le strisce si presentavano in posizione orizzontale ma, dal momento che si trattava di un prodotto piuttosto costoso, spesso si riutilizzavano i fogli scrivendo anche sul verso.

Il suo impiego per la trascrizione di testi letterari sembra essere più tardo e la letteratura occupa sicuramente una posizione di secondo piano tra i documenti papiracei arabi giunti fino a noi.

Oltre ad alcuni frammenti di vari testi letterari, ci sono pervenuti solo tre libri papiracei e tutti risalgono al IX secolo.

LA CARTA E IL PAPIRO

L’avvento della carta come supporto della scrittura soppiantò in pochi decenni la produzione millenaria del papiro.

Fonte: www.treccani.it

Spero che questo articolo vi abbia interessato.:) Vi aspetto il prossimo mercoledì con “la pergamena”.

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