Scrittura#3 – Storia della scrittura (parte quarta)

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Buonasera a tutti! Il nostro viaggio alla scoperta della storia della scrittura volge al termine. Oggi vedremo in breve l’argomento “materiali per la scrittura”.

Articoli precedenti:

 

Materiali per la scrittura

da wiki

 

In tutte le epoche è stata consuetudine incidere su pietra o metallo o altro materiale resistente, allo scopo di assicurare la permanenza delle registrazioni, e di conseguenza, all’inizio della storia nazionale di Israele, è la lettura delle due tavole della legge scritta nella pietra, e della successiva scrittura delle leggi sulla pietra. In quest’ultimo caso c’è questa particolarità, che il gesso (sic, calce e gesso) è stato utilizzato insieme alla pietra, una combinazione di materiali che è illustrata dal confronto della pratica degli incisori egiziani, che, avevano prima cura di lisciare la pietra, riempire le parti difettose con gesso o cemento, per ottenere una superficie perfettamente uniforme sulla quale eseguire le loro incisioni. Metalli come quelli impiegati per la costruzione delle monete, sono menzionati come materiali di scrittura; fra questi piombo, rame e oro. Esistono anche riferimenti all’incisione di monili, sigilli, guarnizioni.

I materiali più comuni di scrittura erano le tavolette e i rotoli, le prime probabilmente di origine caldea, i secondi utilizzati dagli egiziani. Le tavolette dei Caldei sono tra i più notevoli dei loro resti. Ci sono pervenuti piccoli pezzi di argilla, un po’ rozzamente modellati in una forma simile a un cuscino, e fittamente incisi con caratteri cuneiformi.Uso simile si è trovato in cilindri cavi, o prismi di sei o otto facce, realizzati in terra cotta, spesso smaltata, in cui i caratteri sono stati tracciati con un piccolo stilo, in alcuni esemplari così minuziosamente da poter essere decifrati solo con l’aiuto di una lente di ingrandimento.

In Egitto il materiale di scrittura principalmente usato era di natura diversa. Sono state trovate tavolette di legno raffigurate sui monumenti, ma il materiale che era in uso comune, anche da tempi molto antichi, era il papiro. Questa canna, che si trova soprattutto nel Basso Egitto, ha dato diversi mezzi economici per la scrittura, il midollo veniva asportato e diviso, in pezzi sottili, da uno strumento appuntito, e quindi schiacciato e le strisce incollate insieme, altre strisce venivano disposte perpendicolarmente ad esse, in modo da fabbricare un rotolo di qualsiasi lunghezza. La scrittura sembra sia diventata più diffusa in Egitto con l’invenzione del papiro. Essendo questo molto richiesto ed esportato in ogni parte del mondo, divenne molto costoso, e quindi vennero trovati altri materiali e tra questi è menzionata la pelle di animali, dato che pelli di animali sono state trovate nelle tombe. La pergamena, realizzata da pelli di pecora dopo la rimozione della lana per la fabbricazione del panno, era a volte più conveniente rispetto papiro, che doveva essere importato al di fuori dell’Egitto. Con l’invenzione della carta fabbricata con la pasta di legno (cellulosa), il costo del materiale di scrittura iniziò un declino costante.

 

Vediamo ora dal favoloso Treccani, la definizione e qualcosa di più su questo argomento.

La civiltà islamica: condizioni materiali e intellettuali. I supporti della scrittura

I supporti della scrittura, ossia quei materiali che sono stati utilizzati nel corso del tempo per scrivere, si diversificano in genere in base alla loro destinazione d’uso, a seconda cioè che siano impiegati per la redazione di libri o invece di documenti amministrativi, atti giuridici, corrispondenza ufficiale, brevi missive, scritture contabili o promemoria. 

Nei paesi del Mediterraneo orientale, tra l’VIII e il XV sec., si usarono, a volte contemporaneamente, tre tipi di supporti. Se infatti nell’VIII sec. i più utilizzati per la copia degli scritti letterari e documentari furono il papiro e la pergamena, verso la fine del secolo, a Baghdad, si iniziò a fabbricare la carta, già conosciuta da molti decenni come prodotto d’importazione, e nel IX sec. fu sempre più usata.
Nel X sec. la carta sembra sostituire sempre più la pergamena e il papiro viene definitivamente soppiantato. La carta che si fabbricò in Italia a partire dal 1280 ca. si diffuse molto rapidamente prima nell’area del Mediterraneo occidentale e dopo in quella del Mediterraneo orientale; alcuni libri arabi redatti dopo il XIV sec. furono prodotti con carta filigranata. La produzione locale destinata all’esportazione cessò verso il 1450 nel Maghreb e circa un secolo più tardi anche nell’area del Vicino Oriente.
Vi erano poi i supporti non costituiti da fogli flessibili (ossa, nervature di palma, cocci, cuoio, pelli conciate, ecc.).

Fonti: wiki e www.treccani.it

Siccome vorrei parlare anche del papiro, della pergamena e della carta, ho deciso di dividere questi argomenti in tre articoli che vedremo nei prossimi tre mercoledì, per alleggerire la lunghezza dei post.
Spero che intanto questo articolo vi abbia interessato.:) Vi aspetto il prossimo mercoledì con “il papiro”.

siti web

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