Il Medioevo: aspetti culturali

Buongiorno a tutti! 🙂 Eccomi finalmente a pubblicare questo articolo sul Medioevo, periodo che mi affascina molto. Questo post fa parte di un progetto con il blogger di Critica comunista. Fateci un giro, è un blog molto interessanti, pieno di spunti e riflessioni.
Se ve lo siete perso, questo è il suo articolo sugli aspetti storici-politici-sociali del Medioevo.

Cominciamo…

Per comprendere meglio la mentalità medievale… Non si può parlare di cultura senza parlare un po’ della mentalità.

 

Innanzitutto, nel lungo periodo che va dal V al X secolo, (quindi Alto medioevo) viene attribuito alla religione e alla fede cristiana un ruolo predominante in ogni campo del pensiero e dell’esistenza: i princìpi del Cristianesimo rappresentano il criterio per valutare ogni realtà, ogni conoscenza e ogni scelta morale. Anche in campo artistico si deve alla Chiesa una funzione non solo di principale committente, ma anche di ispiratrice dei temi, quasi esclusivamente religiosi, delle tendenze e degli stili che si succedono durante il Medioevo.
Sulla visione integralmente religiosa del mondo influiscono però, oltre al primato storico della Chiesa, anche le drammatiche condizioni materiali di vita dell’uomo medievale: minacciato da un ambiente ostile e non controllabile, privo di adeguate conoscenze tecniche e di un sapere scientifico in senso moderno, egli si trova in uno stato di totale soggezione e impotenza. La religione diventa così l’unica spiegazione degli eventi e la sola consolazione, non senza tuttavia mescolarsi sovente con antiche superstizioni e credenze pagane. La vita terrena, dominata dal dolore e dall’angoscia per la morte incombente, è vista come conseguenza e insieme come fonte di peccato, così che le attività umane vengono svalutate, a meno che non abbiano la funzione di contribuire alla salvezza ultraterrena. L’uomo medievale appare dunque orientato verso la trascendenza, teso a raggiungere la vera felicità in una dimensione che si collochi al di là dell’orizzonte della storia. Il vero itinerario dell’esistenza umana non è considerato quello, orizzontale e temporale, del mondo terreno, ma quello verticale che, attraverso il dominio sugli istinti e la rinuncia ai piaceri del corpo, realizzi asceticamente il distacco dal mondo e conduca fino a Dio. Per cogliere il significato profondo delle cose non basta quindi la ragione umana, ma occorre la fede che, partendo dalla Bibbia, il libro sacro per eccellenza, permette di decifrare il senso nascosto degli eventi, guidati sempre e comunque dall’intervento di Dio nella storia.

slide_5

L’ALTO MEDIOEVO

 

Avviene un rinnovamento culturale sotto Carlo Magno, che unifica la maggior parte del territorio europeo sotto un unico impero, che ha come base il cristianesimo e lo difende dall’espansione degli arabi che invasero la Spagna. Quest’impero è organizzato dai rapporti feudali tra l’Imperatore e i suoi vassalli. Carlo Magno inoltre raduna ad Aquisgrana, capitale dell’Impero i più grandi intellettuali del tempo, come Alcuino di York, e fonda la Schola Palatina. Egli intuisce che per far sviluppare l’Impero è necessaria la diffusione della cultura, poiché l’ignoranza favorirebbe la disgregazione dell’Impero stesso.

Inizialmente le omelie dei Padri della Chiesa, scritte in latino, sono destinate ad un pubblico di ceto alto, ma ora si sente il bisogno di tradurre il messaggio divino per tutte le persone. Così nasce il latino medievale.

Nasce anche il bisogno di raccogliere e catalogare la totalità della cultura e del sapere antico. Così si sviluppa l’enciclopedismo medievale, cioè la sintesi della tradizione greca e romana, misurata però con il fatto centrale della storia, cioè l’incarnazione di Cristo.
     Inoltre nel medioevo le discipline sono divise in arti liberali e arti meccaniche. Quelle liberali non tendono al guadagno, sono praticate dagli uomini liberi e riguardano lo studio della letteratura e di altre discipline.

I maggiori centri di istruzione sono gli scriptoria dei monasteri e le scuole episcopali.
   

 

CULTURA NEL BASSO MEDIOEVOslide_2

A partire dall’XI secolo, in seguito alla ripresa economica e alla stabilità politica dell’Impero, tutta la vita culturale assunse un ritmo più vivace.
Nel Medioevo l’organizzazione degli studi era strettamente legata alla Chiesa che per la sua attività di diffusione della dottrina cristiana e di apostolato, aveva bisogno di basi culturali. Pertanto, per la formazione del clero, furono istituite scuole presso i maggiori monasteri o presso le sedi vescovili (le scuole abbaziali ed episcopali).Tra gli ordini monastici più importanti vi fu quello benedettino, fondato nel V secolo da San Benedetto da Norcia, che fu un centro artigianale agricolo e nello stesso tempo scuola per istruire i monaci. Esistevano anche scuole parrocchiali, per livelli più bassi d’istruzione: piccole scuole che non svolgevano programmi sistematici ma che comunque lottarono contro l’analfabetismo, presente in larga percentuale anche nelle classi più ricche.
Alla base del sapere vi era la Bibbia e la teologia era considerata la scienza più importante alla quale erano subordinate tutte le altre discipline.
Ma l’insegnamento presuppone lettura, circolazione di cultura, quindi libri. Nei Scriptorium medievalemonasteri vi erano perciò veri e  propri laboratori di produzione di libri, gli scriptoria. All’interno di essi vi erano monaci che si dedicavano alla produzione dei testi copiandoli a mano, e che per questo venivano detti amanuensi.
Con tale sistema però potevano essere prodotte pochissime copie, perciò il libro anche a causa dell’alto costo del materiale (la pergamena), era un oggetto raro e prezioso, dalla circolazione limitata e difficile. Il suo valore era spesso arricchito da immagini colorate, le miniature, opere di altri monaci che erano squisiti artisti.
slide_22 Accanto ai laboratori di produzione dei libri si collocava poi la biblioteca, il luogo dove si studiava e si formava il sapere. I monaci coltivavano le più varie discipline, dalla letteratura alla filosofia alla storia, dalla matematica all’astronomia alle scienze naturali, ecc. Pertanto, presso i maggiori monasteri, vennero a formarsi col tempo importanti biblioteche, ricche di libri di varia natura e provenienza. I legami che esistevano tra i vari monasteri contribuivano anche alla circolazione dei libri, cioè delle idee e della cultura.
A poco a poco questi centri di istruzione acquisirono maggiore autonomia e si organizzarono come comunità di professori e studenti (università) aventi norme proprie e particolari privilegi. Nell’XI secolo venne istituita l’università di Bologna, la più antica di Europa, rinomata per lo studio del diritto canonico e del diritto romano, e due secoli dopo l’università di Parigi rinomata per la teologia. La Scolastica si impose nella ricerca filosofica.
Nel campo letterario nacque una nuova letteratura in lingua latina e in volgare cioè la lingua parlata dal popolo (volgo). La letteratura in volgare si sviluppò dapprima in Francia, dove si diffusero le “canzoni di gesta”, poesie che celebravano le imprese del leggendario Carlo Magno e dei suoi paladini in difesa della cristianità minacciata dagli Arabi. I signori nei castelli apprezzavano specialmente i cosiddetti romanzi in versi, e più tardi in prosa, che erano narrazioni di vicende leggendarie, come quelle di re Artù, di Lancillotto e dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Godevano di molto fervore anche le storie degli eroi dell’antichità, raccontate però secondo la mentalità del Medioevo: così Giulio Cesare e Alessandro Magno vestivano e parlavano come signori feudali. Questi testi si diffusero in seguito anche in Italia, Germania e in Spagna, dove furono imitati stimolando il sorgere della letteratura volgare anche in questi paesi.
A partire dal XII secolo nella Francia meridionale (Provenza) si affermò la poesia d’amore, cantata nelle corti dai trovatori con l’accompagnamento di musica. Essa sarà imitata in Italia dai poeti della cosiddetta Scuola siciliana, sorta a Palermo nella seconda metà del Duecento, con la quale ha inizio la nostra letteratura.
Libri interessanti

 

Mi fermo qua, intanto qualche appunto ve l’ho lasciato. 🙂
In breve… piccolo riassuntino e “riflessione”.

slide_2 (1).jpgslide_9

Il Medioevo, estremamente affascinante, fu anche in realtà un periodo in cui la cultura trovò spazio in diverse strade, ad esempio appunto quella dell’arte amanuense (non si può non chiamarla arte). Quindi non solo buio, povertà e guerre, ma anche per fortuna un po’ di cultura. 😉

Se l’articolo vi ha interessato, lasciatemi un voto, grazie. ^^ 

Irene Sartori

Annunci

14 pensieri su “Il Medioevo: aspetti culturali

  1. Pingback: Tag: 25 fatti libreschi su di me | La Corte

  2. Gran Bel Post Irene – davvero interessante – erano tutte cose che, più o meno sapevo ma le hai scritte in maniera interessante e ppi un ripasso ogni tanto sulla storia medievale e sulla cultura/civiltà di quel periodo non fa mai male 🙂
    Buon venerdì carima e migliore fine settimana in arrivo

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...