L’undicesimo Re – capitolo 13 (3ª parte) – Cattive notizie

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In quella parte del mastio faceva meno freddo, grazie ai focolari presenti nei corridoi fino alle scale.
Mey giunse con lentezza nelle stanze dove aveva scoperto che era stato portato ser Nolan. Appese la fiaccola al muro ed entrò a passo calmo, abbassando il velo che le copriva il volto e che usava per proteggersi dagli sguardi altrui.
Guardandosi intorno non vide anima viva, nessun servitore né valletto, come non aveva visto neppure una guardia alla porta. Si fece avanti, titubante, ben sapendo che se fosse stata scoperta dalla persona sbagliata avrebbe potuto essere in guai seri per quella visita inopportuna.
Nella stanza non era molto caldo, non abbastanza da essere un luogo dove ospitare un ferito. Le pareti erano spoglie, nessun arazzo o pelliccia le ricopriva, c’erano solo due braciere che faceva più fumo che calore, e le finestre erano coperte da una misera pezzuola che appariva umidiccia e da cui spirava a intervalli irregolari un soffio di vento.
Nolan giaceva in un letto a baldacchino, coperto da morbide e ricche pellicce. Almeno in questo la servitù si era spesa per migliorare le condizioni del ferito. A un primo sguardo il cavaliere non le sembrò in buone condizioni e questo la rattristò. La sua fronte era pallida e dall’aspetto sudaticcio, le gote arrossate, le labbra bianche come marmo. Nessuno si stava prendendo cura di lui?
Proprio quando Mey si chiese questo, un ragazzetto  dall’aria arrogante, probabilmente il valletto o lo scudiero di Nolan, le si fece incontro e la invitò ad avvicinarsi raccomandandole di non fare rumore perché il cavaliere dormiva.
Mey storse la bocca per la sua poca cortesia, ma dentro di lei si rallegrò perché almeno qualcuno c’era a prendersi cura di Nolan. Si accomodò su una sedia accanto al letto, avvolse lo scialle che aveva sulle spalle attorno alla gola per ripararsi dai sospiri gelidi del vento e sistemò le pieghe dell’abito in un gesto spontaneo dettato dall’abitudine. Avrebbe voluto poter fare qualcosa per Nolan, dopo che lui le aveva così valorosamente salvato la vita, ma era consapevole che solo i guaritori potevano farlo stare meglio.
«Principessa, siete voi?». Presa alla sprovvista si volse a quella nuova e improvvisa voce. Nella stanza era appena entrato un uomo anziano, vestito con una lunga tunica nera e il capo coperto da una specie di cappuccio marrone non collegato a un mantello ma a un cortissimo scialle di lana scura che gli copriva le spalle. Un guaritore religioso.
«Siete stato voi a prendervi cura di ser Nolan?» chiese abbassando il velo sugli occhi per celarsi alla vista di quell’uomo. Come vergine sapeva di non dover dare troppo spettacolo di sé, ma mostrarsi umile e rispettosa, specie nei confronti degli uomini, anche se questi erano sacerdoti.
«Sì, mia signora, mi sto prendendo cura di questo bravo cavaliere da quando è giunto nella capitale».
«Si riprenderà?». Temeva la risposta, ma non voleva rimanere nel dubbio.
Il guaritore si avvicinò e scrutò Nolan con occhio critico. Gli sfiorò la fronte. «Purtroppo ha ancora la febbre. Temo che non abbia molte possibilità di guarire. La ferita non è stata curata tempestivamente e questo deve aver provocato seri problemi alla sua salute».
«Capisco». Mey rimase seduta, anche se non sarebbe dovuta restare nella stanza dove c’erano due uomini. Non aveva detto nemmeno alle sue ancelle di essere andata a visitare ser Nolan, ma in fondo, si disse, l’aveva fatto per una buona causa, stare accanto a chi le aveva salvato la vita ed era rimasto ferito per lei. E poi aveva ricordato uno degli avvertimenti della sua dolce balia di Ruynhall, uno dei pochi che non aveva mia dimenticato. “Ricordati bambina, la servitù parla troppo, specialmente quando non dovrebbe parlare”.

 

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La prossima parte sarà pubblicata, salvo imprevisti, venerdì 29 aprile.
Grazie per la lettura. :) Fatemi sapere la vostra opinione, e se questo breve pezzo vi è piaciuto lasciatemi un voto!


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-Irene sartori (Erin Wings K.)


Licenza Creative Commons“L’undicesimo re” di Irene Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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