Riflessione: Vergogna e dolore

Cari lettori,
vi ho mai detto davvero qualcosa di me? Non lo so e non importa.
Ora sarò solo io, lasciandovi un pezzo della mia anima.

Mi mancate quanto mi manca poter muovere il mio collo, poter sorridere davvero, eppure sto male di nuovo solo da pochi giorni. Già mi lagno e me ne vergogno.
Vi prego quindi di perdonare questo illecito sfogo, che non so come trovo il coraggio di condividere. Forse è la mia anima di scrittrice che risorge, comunque non ho potuto fare a meno di trascrivere le parole che mi sono sorte nella mente poco fa. Non le ho rilette, non le ho riviste, per queste cose non cerco certo di mostrare la mia bravura.
Ma so che mi sentirò meglio grazie alla vostra voce 🙂 .

***

A volte mi sono chiesta se non sapessero troppo da finto tutte le lacrime dei personaggi dei cartoni animati. Quelle lacrime che scorrono, come piccoli fiumi rigano le guance fino al collo.
Ora so che sono fin troppo vere, quelle lacrime libere, di pura disperazione, rigagnoli afflitti da tristezza, la vera tristezza.
Lacrime di dolore.
Quelle che escono da sole, quasi silenziose, che ti affanni a versarle in fretta mentre sprofondi nella tua afflizione.
Sono lacrime che non si asciugano se non con una carezza, dolce, piena, che abbracci ogni parte del volto e tocchi il cuore.
Non avevo mai pianto così prima d’ora, non avevo mai sperimentato tale sfogo di disperazione per un dolore fisico che coinvolge anche la mente, e per una causa tanto banale me ne sono poi vergognata, pensando a chi sta peggio di me. Eppure continuavo a piangere, coltivando quel dolore, ben sapendo che in tal modo non sfogavo la disperazione, non la allontanavo dalla mia mente stremata, ma invece le offrivo nuova dimora, fresca e larga nel mio cuore.
Quella sofferenza, e le sue figlie lacrime, mi hanno fatto riflettere.
Se dispero tanto per un dolore considerato non raro, che la maggior parte di noi sperimenta una volta nella vita, se mi abbandono anche solo per un attimo alle vere lacrime per paura di un’infiammazione, allora cosa farei se nel corso della mia esistenza dovessi capitarmi di peggio? Come potrei sopportare tortura peggiore?
Come potrò ora avere il coraggio di soffrire ancora dopo la vergogna provata per un banale dolore? Come fuggire a questa debolezza?
Sento amara, calda e bruciante l’ultima lacrima sul mio viso mentre mi appresto a lasciarvi queste parole. Ho capito che per quanto il nostro male possa non essere grave potremo sempre disperare, e questo è il danno più grande. Per quanto invece il nostro male possa anche essere grave ci sarà sempre un dolore peggiore. La nostra disperazione.

***
Irene Sartori, di sera.

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47 pensieri su “Riflessione: Vergogna e dolore

  1. Mi dispiace davvero, probabilmente eri già debilitata e provata da questo disturbo che ti affligge ormai da un po’, cerca di reagire perché se ti deprimi il dolore avrà via libera senza contrasto e sarà ancora peggio. Non ti devi mai vergognare, il modo in cui si reagisce dipende sempre dal momento in cui ci si trova….
    Ti auguro di superare tutto questo il prima possibile, un abbraccio 🙂

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  2. Mi spiace davvero tanto Irene, e spero che presto tu possa stare meglio. Non devi vergognarti di questo sfogo, si piange anche per cose meno gravi, il dolore o la tristezza non hanno un peso in relazione a ciò che prova qualcun altro, che magari sta anche peggio, ma sono assolutamente personali, intimi e bisogna conviverci, che sia per un solo momento o per giorni interi. Quindi lascia scorrere le lacrime, e sappi che hai tante persone qui che ti stanno vicino. Un abbraccio forte.

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  3. Non metterò il “solito” like perché non mi piace questo sconforto. Mi spiego. Innanzitutto i guai fisici con la moderna medicina si risolvono facilmente e velocemente quindi devi stare più tranquilla, seguendo il percorso diagnostico e poi quello terapeutico. Vedrai che in men che non si dica, tutto tornerà a posto. Secondo, questa grande tristezza viene forse dal fatto che manchi qualcuno che ti stia vicino proprio in questo momento difficile? Allora, se mi posso permettere un consiglio da “fratello maggiore” o da “padre” se preferisci, se c’è qualcuno che non ti sta sufficientemente vicino è ora che si dia una mossa, prendendo coscienza del tuo malessere e sostenendoti in tutto e per tutto. Se non ci fosse nessuno, credo che la famiglia sia un sostegno validissimo e non dovresti avere alcuna esitazione a chiedere aiuto. Se poi posso fare qualcosa di più oltre che darti dei consigli, non esitare a contattarmi. Trent’anni di lavoro nel settore sanitario possono sempre tornare utili. Ti abbraccio.:) Piero

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    1. Vera la seconda opzione forse, non incolpo certo i miei parenti ma nonostante cerchino di aiutarmi io mi sento abbastanza sola.
      Che si risolvono facilmente lo speravo, non si sta rivelando così semplice…ma cercherò anche di essere più ottimista. Ti ringrazio per i consigli, e per l’abbraccio:)

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      1. Su Irene. Sai essere più forte di quello che stasera vuoi mostrare. Capisco che tutto sembra andare improvvisamente storto, anche se la causa è un’insopportabile infiammazione.
        Però, guardala da un altro punto di vista. Non è una lesione né un esito post traumatico quindi ci vorrà solo un po’ di pazienza.
        Ripeto se hai bisogno, puoi contattarmi in privato (pietro.pontrelli@gmail.com) e cerchiamo di capire che altro si possa fare. Con tutto il cuore.
        Fammi un sorriso. Ciao, Piero

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  4. Irene hai ricevuto tante belle parole ed io le condivido!
    Il dolore fisico e mentale sono due entità separate ma anche strettamente collegate. Sii forte di mente ed il fisico reagirà meglio. Sii debole moralmente ed il dolore fisico ti opprimerà come mai prima!
    Quindi, raccogli le forze che ti arrivano da ogni dove e sii combattiva, quello che stai passando e che devi superare è un piccolo ostacolo che la vita ti ha messo davanti!
    E poi quando guarirai non hai idea di quanto apprezzerai lo star bene!
    Un enorme sorriso ed un abbraccio, noi tutti confidiamo nella tua forza

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  5. Ti ho scritto in privato. Sappiamo entrambe che riguardo alcuni argomenti preferiamo entrambe così.
    NON sei sola Irene. Sono sempre qui lo sai. E non solo io, e non solo tutti gli amici del blog che ti hanno scritto questi bei messaggi di incoraggiamento. Non solo.
    Un abbraccio

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  6. Ciao cara, non vergognarti. Io soffro di emicranie devastanti, a volte ho così male che non riesco ad aprire gli occhi. Piango e pure tanto a volte. Soprattutto dal nervoso, per me è tempo perso per scrivere e mi dispero. Ogni dolore è diverso e ogni cosa l’affrontiamo diversamente. Ci sono perdite che a distanza di 10 anni Piango ancora.

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  7. scrittore55

    Dolce Irene. Il dolore fisico, come ha detto saggiamente Piero, si cura con la medicina, qualche ago da sopportare è una buona alimentazione.
    Dietro, come tutti qui, si legge un dolore che non si cura con farmaci o terapie varie. C’è un male curabile ma doloroso, che non r solo solitudine. E stanchezza, non ne puoi più di questa storia. Di doverlo condividere da sola, senza le carezze e la cura di affetto di chi vorresti. Il dolore fisico r un pretesto e una testimonianza che ne esiste un altro interiore.
    Ma sai cosa. Per quanto siano parole che sembrano portare a poca soluzione, hanno dietro una possibilità di guarire. Come? Sapendo accogliere ciò che hai e ciò che ti danno. Intendendo coloro che veramente tengono a te e al tuo sorriso. Sono il primo, sia chiaro, a non saperlo fare. Non è semplice.
    Ma ci riusciremo giusti?
    Scusa la lungaggine. Ti abbraccio forte dolce donna

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  8. Che cosa ti è successo? Se vuoi parlare io ascolto, la mia mail non è un mistero; se non vuoi parlare con uno sconosciuto, lo capisco, ma offro comunque abbraccio.

    Spero che qualsiasi cosa tu abbia, passi presto; questo è il bello del dolore fisico, in un modo o nell’altro lo puoi ingannare o, se non altro, sopportare. Il dolore “dentro” invece è ben peggiore…e spero che il primo non ti porti mai al secondo…

    Best wishes :*

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    1. Ti ringrazio…purtroppo è da un mese che soffro di dolori cervicali e stavo cadendo nello sconforto perché nonostante le medicine il dolore non passa. Il dolore dentro causato da quello fisico è sì ben peggiore, ma se questo passerà mi sentirò subito bene anche dentro.
      Fatico a scrivere mail con il mio cellulare ma ti ringrazio molto per la gentile offerta.^^

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  9. A sera, quando sarò a letto, poco prima di prendere sonno chiuderò gli occhi, stringerò forte i pugni e penserò intensamente a fare guarire la bella e dolce persona che sei. Tu pensa, se lo facessero tutte le persone che ti conoscono o che ti hanno scritto in questo post, ebbene sono certo che funzionerebbe.

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