Opinione classici: Jane Eyre

Buon pomeriggio cari lettori ^^ oggi vi propongo la mia recensione del romanzo”Jane Eyre”.

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Jane Eyre title page.jpgAutore: Charlotte Brontë
1ª ed. originale: 1847 
Genere: romanzo
Lingua originale: inglese
Ambientazione: Inghilterra, 1820 circa
TramaDopo un’infanzia difficile, di povertà e di privazioni, la giovane Jane trova la via del riscatto: si procura un lavoro come istitutrice presso la casa di un ricco gentiluomo, il signor Rochester. I due iniziano a conoscersi, si parlano, si confrontano e imparano a rispettarsi. Dal rispetto nasce l’amore e la possibilità per Jane di una vita serena. Ma proprio quando un futuro meraviglioso appare vicino, viene alla luce una terribile verità, quasi a dimostrare che Jane non può essere felice, non può avere l’amore, non può sfuggire al suo destino. Rochester sembra celare un tremendo segreto: una presenza minacciosa si aggira infatti nelle soffitte del suo tetro palazzo.

L’AUTRICE

Brontë nasce a Thornton, nello Yorkshire, Inghilterra, terza di sei figli, nata dopo Maria ed Elizabeth, da Patrick Brontë, un pastore protestante di origine irlandese che nonostante gli umili natali è stato in grado di studiare a Cambridge, e dalla moglie, Maria Branwell. Il Reverendo nutre una grande passione per la letteratura ed è già autore di diversi poemetti a carattere religioso e politico.

Nel 1820 la famiglia si trasferisce a Haworth, vicino a Keighley, nello Yorkshire, in una modesta proprietà parrocchiale immersa nella brughiera. La madre Maria muore di cancro nel 1821, indebolita dalla nascita di sei figli in poco tempo, e i bambini saranno accuditi dalla zia materna, Elizabeth Branwell, e dalla fedele governante, Tabitha “Tabby” Aykroyd.

Nel 1824 Charlotte, assieme alle due sorelle maggiori, Maria ed Elizabeth ed alla sorella minore, Emily, viene iscritta alla Clergy Daughter’s School di Cowan Bridge nel Lancashire, una scuola per figlie di ecclesiastici. Le condizioni assolutamente spaventose dell’istituto (vitto insufficiente, condizioni igieniche inadeguate) causeranno nel 1825 la morte prematura delle due sorelle maggiori di appena 11 e 10 anni e rovineranno per sempre la salute di Charlotte ed Emily.

L’esperienza sconvolgente vissuta a Cowan Bridge sarà rievocata, anni dopo, nel celeberrimo romanzo Jane Eyre: tutti i lettori vittoriani del romanzo non mancheranno di riconoscere, sotto le spoglie della Lowood School dove viene spedita Jane il famigerato istituto di Cowan Bridge. Tra il 1826 e il 1829, si nota la prima attività letteraria che venne iniziata insieme alle sorelle Emily e Anne e al fratello Branwell, al quale il Reverendo aveva donato una scatola di soldatini: i bambini crearono delle avventure fantastiche attorno a quelle figurine che vennero trascritte da loro stessi su minuscoli pezzetti di carta che minuziosamente cuciti a mano, formavano dei piccoli libri non più grandi di un francobollo. Charlotte e il fratello crearono la Glass Town Saga mentre Emily ed Anne inventarono la Gondol Saga.

Nel 1831 Charlotte viene iscritta alla scuola di Miss Wooler di Roe Head dove incontra la sua amica di lettere Ellen Nussey e ottiene ottimi risultati; qui riceve un posto come insegnante nel 1835 ma prima torna a casa nel 1832 dove contribuisce alla stesura di altri capitoli del gioco letterario iniziato con le sorelle e il fratello: porterà avanti questa attività fino all’età di 23 anni.

In seguito, per alcuni anni, Charlotte svolgerà la professione di governante presso alcune famiglie, ma nel 1842, insieme alla sorella minore Emily, si reca aBruxelles per studiare francese. Proprio a Bruxelles, studentessa nel Pensionnat Heger, Charlotte s’innamora del suo professore, Constantin Heger, figura tuttora rispettata e ammirata in Belgio, ma tale sentimento non è corrisposto da Heger, oltretutto già sposato. La delusione è profonda e mai completamente sopita (latematica dell’amore tra il professore e l’allieva sarà presente in ben due romanzi su quattro).

Tornata in Inghilterra nel 1844 comincia a cullare il progetto di scrivere, insieme alle sorelle, alcuni romanzi. Nel 1847 tutte e tre le sorelle pubblicano i propri: Charlotte propone dapprima Il professore che viene rifiutato, poi Jane Eyre, subito accettato e dato alle stampe con lo pseudonimo di Currer Bell. Seguirà la pubblicazione di altri romanzi, Shirley (ambientato all’epoca del luddismo) e Villette (analogo, quanto a contenuto, a Il professore, ma forse con accenni autobiografici). Nel giugno 1854, dopo tensioni con il padre, Charlotte sposa il reverendo Nicholls. La felicità conquistata durerà poco poiché la donna si spegnerà l’anno seguente, in attesa di un figlio.

JANE EYRE

Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi.

CIMG6576Jane Eyre (originariamente pubblicato col titolo di Jane Eyre: An Autobiography) è un romanzo di formazione della scrittrice inglese Charlotte Brontë, uscito nel 1847 sotto lo pseudonimo di Currer Bell e rivelatosi come il capolavoro della scrittrice inglese.

L’ANALISI DI WIKIPEDIA (ATTENZIONE SPOILER)

Io non so fare analisi, quindi vi lascio a wiki e poi vediamo in breve la mia opinione (senza spoiler).

La trama del libro può essere ricondotta a tre periodi essenziali: l’infanzia di Jane, vissuta presso la zia e i cugini che non l’amano, e in seguito presso la tetra Lowood School dove diviene insegnante; il lavoro, come istitutrice di una bambina, presso Thornfield Hall ed il progressivo nascere e approfondirsi del sentimento che la legherà al padrone, mister Rochester, in un clima di attesa, mistero e tragedia; l’autodeterminazione di Jane, che la porta a nuove conoscenze ed esperienze, e infine, alla scelta di tornare da chi ama. Jane Eyre infatti è un’eroina, perché è dotata di una vivida intelligenza che l’aiuterà a destreggiarsi nella società conformista e spietata in cui visse la stessa Charlotte Brontë. Jane Eyre risulta infatti essere un’opera parzialmente autobiografica. La rettitudine morale di Jane, infatti, non le consente di scendere a compromessi, ed ella si trova costretta a rifuggire dal suo amore.

Nonostante questa disgrazia, dopo un breve periodo di stenti, Jane riprende in mano la propria vita, seguendo le proprie convinzioni senza lasciarsi sviare. Alla fine è proprio il suo rigore a regalarle la felicità che desidera.

OPINIONE20142694

Dopo aver letto l’analisi di Alice Jane Raynor mi è venuta ancora più voglia di leggerlo. Quindi mi sono catapultata in una delle splendide librerie che ogni tanto visite, ho acchiappato il primo Jane Eyre che ho visto e l’ho subito iniziato. 
Non essendo una lettrice di classici devo dire che mi sono trovata piuttosto spaesata dallo stile dell’autrice, ma mi sono velocemente ripresa immergendomi in una storia abbastanza triste dal punto di vista di un Jane, energica, forte, e coraggiosa. Tutti i personaggi in generale mi sono piaciuti o mi hanno colpita, ma Jane l’ho proprio amata. 
La storia invece un po’ meno. Ho avuto delle difficoltà a seguirla, spesso mi appariva noiosa, eppure sempre mi spingeva ad andare avanti e questa cosa mi ha persino irritata. Com’è possibile che un libro che ti annoia ti coinvolga?
Sembra strano ma è così. Ad affascinarmi è la profondità psicologica dei personaggi, che a volte però ho trovato un po’ esagerata, ma che dona molto all’opera, più ancora delle meravigliose descrizioni dei paesaggi e degli ambienti.

Cosa mi è piaciuto quindi? I personaggi, le descrizioni, la profondità, alcune frasi molte significative che riporterò sotto.
Cosa non mi è piaciuto? La lunghezza e i dialoghi, troppo lunghi (quelli tra i due protagonisti) e noiosi (gli amanti del libro qua mi ammazzeranno, ma ricordo che questa è solo la mia opinione, e non ho problemi a riferirla).
Anche la sensazione che troppo spesso l’autrice stesse esprimendo la sua opinione con la voce del personaggio, una cosa che non sopporto.

Non dico altro, solo che il libro mi è piaciuto nonostante non faccia per me, mi ha suscitato emozioni, è un romanzo che non scorderò facilmente ma non entrerà mai credo a far parte dei miei preferiti, come già sapevo. 

ALCUNE CITAZIONI

Vi sono delle macchie sulla faccia dei pianeti più luminosi: e degli occhi come quelli della signorina Scatcherd possono vedere soltanto questi difetti minuscoli, e sono ciechi a tutto lo splendore dell’astro!

“Quando siamo colpiti senza ragione, dovremmo colpire a nostra volta per insegnare a chi ci colpisce a non farlo mai più.”

 

Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi.

“Il sentimento senza il criterio è una bevanda scipita; ma il criterio non temperato dal sentimento è un boccone troppo amaro e troppo aspro perché l’uomo possa inghiottirlo.”

Vi lascio anche due citazioni che proprio non ho sopportato, ovviamente nella loro interezza. Le trovo valide, ma non riesco a digerirle.

“Nessun lavoro è degradante, quando può migliorarci; più arido e disprezzato è il suolo che il cristiano è chiamato a coltivare, più misera è la ricompensa della sua fatica, e più grande è l’onore.”

“La bellezza è negli occhi di chi guarda.” (Sono d’accordo, certo, ma è difficile da digerire).

E voi avete letto quest’opera? Cosa vi è rimasto impresso? Se vi va, lasciatevi la vostra opinione, sempre gradita, e un voto, se la mia recensione vi è piaciuta.

siti web

A presto anche le recensioni dei film!

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19 pensieri su “Opinione classici: Jane Eyre

  1. Emilnostroangolodeisogni

    È un libro che odio fortemente.. Insieme alla protagonista.. Che odio ancora di più.. Le manca la coerenza.. Non ho mai capito le sue azioni a pieno e leggerlo in lingua originale è ancora più noioso e pesante.. Sicuramente una lettura che non rifarò

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      1. Emilnostroangolodeisogni

        l’incoerenza di cui parlo io è che Jane prosegue per tutto il romanzo degli obiettivi che poi all’ultimo manda a quel paese xD

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  2. Bella recensione 😉 Il libro devo ancora leggerlo, ma non amo molto lo stile dei romanzi di metà ottocento, preferisco molto di più i romanzi di primo Novecento, con protagonisti molto più ombrosi, inetti, schizofrenici quasi (tipo “La coscienza di Zeno” o “Con gli occhi chiusi”) XD Comunque dovrò assolutamente leggerlo, prima o poi 🙂 Ho visto il film, però, quello di Zeffirelli del 1996, e te lo consiglio, soprattutto se hai letto il libro 😉

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      1. Son belli tutti e due devo dire, anche quello moderno 😉 Di niente 😀 Comunque “Con gli occhi chiusi” di Federigo Tozzi te lo consiglio. Ha delle descrizioni pazzesche: le leggi e devi fermarti ogni tre righe in contemplazione estatica… o almeno per me è stato così XD

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  3. L’ho letto troppi anni fa e non ricordo quasi più niente, all’epoca mi era piaciuto e le frasi che tu hai riportato come quelle che ti sono piaciute di più sono in effetti molto belle. L’ultima è molto amata da mia madre e devo dire che con gli anni ho imparato ad apprezzarne la profonda verità e anche bellezza. Siamo noi a far risplendere chi amiamo, ad attribuirgli una bellezza che “è solo nostra” e che gli altri non vedono proprio perché è una bellezza che dallo sguardo innamorato si riflette sulla persona amata 🙂

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  4. Linda

    “Non sono un uccello; e non c’è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi.” Il mio ex fidanzato con cui sono stata fidanzata e ho convissuto 7 anni (professione odontoiata, brutta razza) mi diceva sempre: “mi sebri un uccellino in gabbia”…un giorno di un anno e mezzo fa mi sono liberata uscendo dalla porticina della gabbietta..liberandomi da tutto e volando sempre piu in alto…mi ritrovo molto in questo personaggio molto determinato… combattuta tra indipendenza ma allo stesso tempo una forte morale esenso della famiglia che in un modo differente anche a me è mancata. Il desiderio di tornare alla vita di prima ritorna a volte…ma prevale ancora il senso d libertà di essere perlomeno lavorativamente indipendente da un uomo….tornare indietro sarebbe stato tt un sacrificio vano..ne condivido il finale perchè lei è tornata conforme alla sua morale (lui non più sposato ed economicamente indipendente) .

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