Cuori tra due ponti – Per il Circolo di Scrittura creativa Raynor’s Hall

Ciao a tutti! ^^ Ecco finalmente il mio racconto per la seconda sfida del Circolo Raynor’s Hall.

cuori tra due ponti

Questa storia partecipa al II contest di scrittura del Circolo Raynor’s Hall. La sfida consiste nello scrivere racconti brevi che non devono superare gli 8.000 caratteri spazi inclusi. Il tema viene estratto tra quelli che vengono proposti dai partecipanti. In questo caso il tema è: Ponti, di Lady Fullmetal, che ringrazio di cuore per l’ispirazione.

cuori tra due ponti

Autore: Irene Sartori (Erin Wings Krown)

Titolo: Cuori tra due ponti

Oggetto: Per il II contest del circolo Raynor’s Hall

Tema scelto: “Ponti” di Lady Fullmetal

Genere: racconto breve.

Sottogenere: Romantico/drammatico/fantasy/fantascienza

N. di caratteri (sp. inclusi): 7.951

 

Note:

Il nome del personaggio principale, Alice, in questo caso si pronuncia all’inglese.

 

CUORI TRA DUE PONTI

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Il vento scivolava gelido sul pelo dell’acqua, sollevando lievi onde che andavano a infrangersi sulla ruvida superficie di pietra. Alice rabbrividì nel suo cappotto, mentre osservava il canale divenire più scuro via via che il sole spariva lasciando calare la notte. Si era ripromessa di non andarci più in quel posto, tutti sapevano che era pericoloso avvicinarsi troppo all’acqua, ma a lei non importava. Discese il ponte stando rasente ai margini, continuando a fissare le acque scure, tentando di vederci qualcosa, ma invano.
Eppure lui aveva promesso che sarebbe tornato. Aveva detto di aspettarlo, facendosi trovare all’ora del crepuscolo ogni giorno in un ponte diverso, in modo che fosse ben difficile scoprirli. E così Alice aveva fatto. Al calar del sole infilava una felpa con cappuccio e si avvicinava a un ponte, e lì attendeva con ansia; si era anche premurata di segnare con un riga nera ogni ponte che passava, in modo da sceglierne sempre uno diverso. Oramai ogni ponte della città era segnato dal loro amore, ma lui non si era mai fatto vedere, non era più tornato da quel giorno maledetto in cui lei era riaffiorata dalle tenebre del mare.
Alice avrebbe tanto voluto rituffarsi in quelle acque gelide, per poter ritrovare la sua ragione di vita e rimanere con lui per sempre, ma sapeva che ciò non era possibile e anche se lo fosse stato avrebbe solo peggiorato la situazione. No, doveva smettere di pensarci e imparare a convivere con quelle nuove emozioni, con quel dolore che pensava non appartenerle quando in realtà si amalgamava perfettamente con il suo essere.
Verso la strada di casa udiva il vento spingere contro la sua schiena sibilando furioso. Era come se volesse indirizzarla verso un altro luogo, molto più vicino al canale che non ai vicoli putridi e impregnati d’oscurità dove si stava addentrando. Alla fine non riuscì a resistere e si lasciò guidare da quella mano silenziosa, immaginando che fosse lui ad accarezzarle la schiena, con quel tocco gelido e dolce allo stesso tempo, com’era solito fare quando s’incontravano le prime volte.
Senza accorgersi di aver continuato a camminare, giunse all’incrocio dei due canali; lì era dove si erano visti per l’ultima volta, prima che tutto iniziasse e finisse nell’acqua del mare. Alice v’immerse lo sguardo, sprofondando in quegli abissi immaginari che ricordava talmente bene da rendere quei ricordi ancora più dolorosi. Senza nemmeno volerlo, si lasciò abbandonare a quelle vivide memorie.
Tornò al loro primo incontro. Si trovava al Grande Mare, un canale molto largo dalle acque torbide a causa dei troppi rifiuti che la gente sempre più spesso smaltiva illegalmente. Come sempre fissava l’orizzonte, da sopra il ponte che attraversava in largo quel canale, per quanto le fosse possibile farlo senza che i suoi occhi fossero oscurati dal grande muro d’acciaio, costituito da diversi ponti altissimi collegati fra loro che, come una barriera a protezione della città, la circondava interamente.
A un certo punto il suono dell’acqua elegante e cristallino la distrasse facendole perdere il filo dei suoi pensieri. Attirata da quel rumore si sporse dal ponte ma non vide che un cerchio sottile formarsi sulla superficie bluastra, rigata dai riflessi rosati dell’aurora. Poi sentì un leggero tonfo proveniente da sotto il ponte, dov’era stata costruita una base d’acciaio utilizzata dai sorveglianti durante i turni di notte. Corse giù dal ponte, troppo incuriosita per ragionare, talmente presa da quell’adrenalina che iniziava leggermente a scorrere dentro di lei, inebriata dal piacere che una novità provocava a una ragazza annoiata da tutte quelle restrizioni. Avvicinatasi capì subito che qualcosa di diverso stava accadendo e ne ebbe la prova quando vide una lunga pinna emergere dall’acqua andandosi a posare delicatamente sulla grande lastra di metallo. Si fece più vicina per vedere a chi o a che cosa appartenesse, e ciò che vide la spaventò e le suscitò una grande meraviglia al tempo stesso. Un ragazzo era steso sulla base d’acciaio, le braccia aperte a toccare il metallo come volesse abbracciarlo. Aveva il torso nudo, la pelle di un pallore innaturale, quasi inquietante; era molto magro, poteva vedere il profilo della spina dorsale in rialzo sulla sua schiena. Dalla vita in giù era coperto da quelle che sembrava scaglie, di colore chiaro, traslucido, che a tratti sfumava verso l’azzurro pallido e un nerastro opaco. Alice era colma di meraviglia e stupore, nonostante la paura che le attanagliava il petto, sapeva ancora prima di farlo che si sarebbe avvicinata a quella creatura; solo che all’inizio non sapeva che l’avrebbe aiutato e poi ancora baciato, lì, in quello stesso posto, solo  un anno dopo.
La loro storia era cominciata fin da subito. Dopo l’iniziale sorpresa e il rifiuto da parte di lui di parlare con una donna umana, infine si erano conosciuti e si erano amati, in quel ponte, in un altro ponte, e in quello più remoto della città. Le basi d’acciaio erano gli unici luoghi dove potevano incontrarsi senza essere notati. Infatti di giorno la gente usciva poco per le strade più vicine all’acqua e le lastre sotto i ponti erano occupate solo dai sorveglianti di notte, dal crepuscolo all’alba. Lì sotto si erano baciati, avevano parlato a lungo, avevano vissuto momenti intensi, a volte tristi, spesso felici.
Alice aveva scoperto che il ragazzo aveva un nome, Marlin, e faceva parte di quello che veniva chiamato il Mondo marino. Era il figlio di uno dei governatori più importanti, inviato in superficie come estrema punizione per aver messo in discussione alcune decisioni del governo. Marlin diceva sempre che non gl’importava di essere un rinnegato, perché aveva ormai trovato in lei la sua ragione d’esistenza.
Il sentimento era reciproco, ma presto fu chiaro che non si sarebbe potuto nascondere ancora a lungo. Di giorno infatti rimanevano spesso insieme, ma di notte doveva andarsene dalla città per evitare i sorveglianti. Alice aveva provato a nasconderlo in una casa abbandonata, ma ben presto Marlin aveva cominciato a stare male a causa della lontananza dall’acqua.
In quei giorni Alice temette di perderlo, poiché lui aveva tutta l’intenzione di lasciarsi morire, pur di rimanere con lei ancora un giorno, senza dover fuggire in continuazione per tutta la notte. Finché infine decisero di fuggire insieme, per salvare un po’ entrambi. Alice infatti era affetta da una malattia che col tempo l’avrebbe portata alla morte, e lui era in grado di salvarla. Attuarono un piano, studiato nei minimi dettagli. Con uno stratagemma riuscirono a intrufolarsi nell’ospedale, dove Alice ricevette da Marlin un polmone, e grazie a questo poteva respirare sott’acqua. Così poco tempo dopo, quando entrambi si furono ripresi dall’operazione, si avviarono verso il ponte del Grande Mare, dove si erano incontrati la prima volta pochi anni prima. Alice guardò la sua città, pregna dei colori del tramonto, poi si voltarono, si presero per mano e si tuffarono insieme, sparendo subito nell’abisso rosso dove sarebbero rimasti a lungo. Questo prima che tutto finisse.

Alice si guardò attorno. Era buio, ormai i sorveglianti si stavano affrettando a prendere posto sulle galleggianti piattaforme d’acciaio. Ormai era tardi, non c’era tempo per attendere ancora. Lui non sarebbe venuto, neppure quella sera. Volse le spalle al vento, al ponte, a quel luogo che le faceva tanto male. Marlin ormai apparteneva al passato, anche se sapeva di non poterlo dimenticare. Presto avrebbe avuto qualcosa che le avrebbe ricordato per il resto della vita i suoi occhi verdi e quei chiarissimi capelli biondi. Sfiorò la prominenza del suo ventre, che cresceva sempre più ogni giorno che passava. Avrebbe voluto poterlo dire a Marlin, ma si doveva accontentare di crederlo vivo. Un giorno sarebbe andato a cercarla, su questo non aveva dubbi. Un giorno sarebbe tornato, se ancora c’era vita nel suo cuore. E allora sarebbero stati di nuovo una cosa sola.

Ammetto di aver fatto dei tagli, poiché il racconto superava gli 11.000. Spero solo di aver fatto i tagli giusti xD Almeno così imparerò anche a scrivere racconti brevi, che non sarebbe male… Non mi ritengo soddisfatta di questo racconto, forse per la narrazione priva di dialoghi, o per i buchi della storia (molti fatti non sono presenti), comunque spero che a voi sia piaciuto. In caso contrario, comunque, non fatevi problemi, sparate pure! XD
Vi ricordo che se il racconto vi è piaciuto potete anche lasciare un votino al blog ^^

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Licenza Creative Commons“Cuori tra due ponti” di Irene Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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30 pensieri riguardo “Cuori tra due ponti – Per il Circolo di Scrittura creativa Raynor’s Hall

  1. Oh che emozione sono la prima che scrive! Bene sappi che sei schizzata in cima ala classifica delle storie solo per il racconto che ha protagonista un tritone di nome Marlin *ride come una scema*
    Io ci ho messo mesi per decidere il nome della mia sirena e lei l’ha chiamato MARLIN! no, ma dico… chi delle due è la più fumata?
    Tornando alla storia, comprendo il tuo dilemma, qui 8mila battute sono uno spreco, ne voglio come minimo 20mila! è stupenda, l’adoro! TI becchi il 5 pieno sulla fiducia!
    Fluida, emozionante, zero errori e poi *passamelo* parla di un amore tra una donnina e un tritone?
    Cosa posso volere di più?????
    T’adoro ERIN!

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    1. Non so tra noi due… Ahahaha XD diciamo che mi resa le cose semplici, altrimenti potevo pensarci fino all’anno prossimo! Comunque diciamo che questa storia non di certo concepita per stare in due paginette scarse, ma per ora ci tengo a continuare con L’undicesimo re. Magari un giorno… 😉 Chissà!
      Zero errori? Sul serio? Evvai! LOL Grazie mille!
      Ps: Che cosa pensi? Anch’io ti adoro! ❤ Sei troppo simpatica!

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      1. Concordo, due paginette per questi due sono sprecati, diciamo che questo è il valido riassunto 😀 quasi la sinossi dell’opera vera e propria. io personalmente errori non ne ho visti, ma non garantisco dopo tutto il pomeriggio che sono a pc a leggere. andiamo sulla fiducia, dai?!

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  2. Allora, aspetta, la lei in questione era una sirena? huummm… (no poi ho capito leggendo plplpl)
    Premettendo che le tue descrizioni mi fanno sempre venire i brividi, devo farti i complimenti anche per questa creazione (equivoco su a parte).
    Guarda, arrivata alla fine mi è venuta la pelle d’oca e, sebbene alcuni pezzi non siano proprio chiari, sarebbe davvero bello, anche per il tuo caso, ampliare la trama, con calma, per realizzare una storia più particolareggiata!!
    Vorrei buttarti un 4, se posso permettermi, proprio per alcune mancanze e buchetti!!

    Ps – la strutturazione del post, come sempre è suprema, Donna!!

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    1. Tranquilla, il 4 va benissimo! Soprattutto perché comprendo perfettamente quello che intendi, io stessa ho ammesso di aver dovuto lasciare qualche buchetto. Lei comunque è diventata una specie di sirene dopo, ma la questione è complicatina…
      Comunque la trama l’ho giù buttata giù, e un giorno amplierò la storia perché l’ispirazione è massima, solo che per ora voglio dedicarmi all’Undicesimo re. ^^
      Grazie tantissimo per la lettura e il commento ❤ Voi qua mi rinfrescate la vita… (Addirittura faccio venire i brividi. Wow! E pensa che io mi sarei data al massimo un 3-4)
      Adesso corro a leggere il tuo racconto, dato che ho visto che hai appena pubblicato! XD Ehehehe, vediamo un po'…

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  3. Allora, la storia è molto bella e scritta bene però ho avuto difficoltà alla fine… non ho capito molto bene la fine,cioè in che punto lui sparisce.
    4/5 solo perché c’è quel pezzo poco chiaro

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    1. Ahia, un pezzo poco chiaro, mica una bella cosa. Allora vediamo se riesco a spiegarmi. In che punto lui sparisce, lui è già sparito, cioè, quando loro se ne andarono rimasero nel mondo sott’acqua per un tot di tempo, poi lei fu costretta a riemergere. Si ripromisero di rivedersi, ma lui non tornò più.
      Ora è chiaro o è qualcos’altro che non hai capito?
      Grazie per il voto, è anche troppo, siete tutti così generosi! 😀

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  4. Concordo con lex89, storia davvero bella, avrei solo aggiunto qualche parola in più per spiegare come mai si sono dovuti separare, dopo la loro decisione di buttarsi in mare. La narrazione è fluida, anch’io non ho notato errori di sorta, e le descrizioni sono splendide, mi sembrava di essere lì. Complimenti, anche per me è 4/5.

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  5. Eccomi qui, anche se un po’ in ritardo XD La storia è molto bella e come sempre ben scritta: le tue descrizione sono davvero perfette, coinvolgenti e mai banali 🙂 Mi ha stupito il fatto che il ragazzo fosse un abitante del mare, è un colpo di scena che funziona bene e mi ha lasciato a bocca aperta, soprattutto quando lo descrivi fisicamente: incredibile. L’unica cosa è che si vede, come hanno detto anche gli altri, che è una storia che avrebbe bisogno di più spazio per essere narrata, qui purtroppo è un po’, come dire, monca. Cmq bravissima, ti darei 4 stelline e mezza XD

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  6. Allora, l’idea mi è piaciuta. Questa storia meriterebbe, come qualcuno ha già segnalato, di essere espansa. In un paio di punti (il finale e quando si parla dell’esilio di Marlin) sembra di leggere più un riassunto che una parte di racconto. Purtroppo mi rendo conto che, con un limite così restrittivo, era impossibile fare diversamente. Nel primo periodo, per i miei gusti, l’aggettivazione è eccessiva: taglierei qualcosina. Per il resto tutto bene, ho apprezzato il lavoro, e lo stile molto dolce.
    4 stelline ci stanno tutte ^_^

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  7. Direi che questa storia c’entri tantissimo sia col tema proposto che proprio nel senso stretto di “storia”, quindi non temere di aver fatto un brutto lavoro perché non è il tuo caso ^^ certo, a volte sei andata veloce, a volte più lentamente e mancano in effetti alcune parti che ti sono già state segnalate, quindi non posso darti 5, ma un bel 3.5 ci sta tutto 😀 è stata bella l’idea di “rovesciare” la figura dell’uomo umano e della dona sirena, qui infatti è tutto il contrario e ha funzionato ugualmente… in fondo, anche i tritoni possono innamorarsi delle umane LOL

    Quindi, 3.5 e ottimo lavoro!

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  8. Passo sempre volentieri a leggere qualcosa dal tuo blog (quando gli esami me lo consentono ^^). Il tuo stile di scrittura e incredibilmente malinconico e romantico e credo che in parte rispecchi una personalità dolce, da sognatrice. Ho trovato il racconto davvero bello e intenso nei suoi primi tre quarti in cui le emozioni rappresentano un vero fiume e io lettore un semplice spettatore sul ponte in cui si svolge la storia. Il finale (non l’ultimo paragrafo, ma poco prima), forse a causa dei tagli, lo vedo leggermente sintetico e privo di quella forza meravigliosa che hai impresso alle parole fino a quel momento.
    Ti segnalo anche un refuso “premurata di segnare con un riga nera” e dovrebbe essere “una riga nera”.
    Ti suggerisco di “rilasciare” anche la versione completa (quella da oltre 11.000 caratteri) qui sul tuo blog e ti faccio i miei complimenti per questo racconto.
    Voto 4.5 su 5

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  9. Finalmente sono riuscita a leggere la tua storia **
    Molto, molto bella ma purtroppo i tagli si notano e la storia appare un po’ non confusa ma “frettolosa”, nel senso che ci sono grandi salti e ho dovuto leggere due volte per capire meglio la storia ^^
    Oltre a questo ho da segnalarti l’abbondanza del nome Alice xD prova a usare qualche sinonimo ^^
    Il mio voto è 4/5 se ti capita lascia la versione originale, sarei molto curiosa di leggerla ^^
    Alla prossima 🙂

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      1. Già scusa ancora il ritardo 🙂 Sono una tartaruga lo so T.T
        Purtroppo gestire storie brevi è molto difficile soprattutto quando bisogna condensare più eventi…
        Sappi che io ho spesso la mania dei sinonimi e quindi mi viene spontaneo segnalarli anche in altri scritti ^^”

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