L’undicesimo re – Capitolo 3 (prima parte) Il messaggero

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Riuscì a riprendere il controllo della sua cavalcatura non appena i rumori dell’imboscata sparirono dietro di lei.
Isil si arrestò dolcemente, diminuendo in modo graduale l’andatura, sbuffando dalle narici e schiumando per lo sforzo. Mey percepiva ancora il nervosismo e la paura nei suoi muscoli, contratti sotto la sella. La condusse a lato del sentiero e la giumenta, esausta, calò la testa e si mise a brucare lentamente i ciuffi d’erba.
     Mey non aveva il coraggio di scendere; le tremavano le braccia e le gambe, provava ancora quella sensazione di pericolo come se dovesse fuggire. Rimase in sella e si guardò intorno. Non si sentiva alcun rumore, appena quello dell’aria che passava ogni tanto tra gli alberi.
     C’era un silenzio teso; era come se la foresta stessa percepisse che qualcosa era accaduto. Un’imboscata; ancora stentava a crederci, ma lo aveva vissuto lei stessa sulla sua pelle, perciò non poteva che essere realmente accaduto. Solo non riusciva a spiegarsene il motivo. Perché li avevano attaccati? Una vocina dentro di lei le bisbigliò che volevano ucciderla perché era la principessa; Mey la scacciò scuotendo la testa.
     Alcuni riccioli le caddero sulla fronte. Si chiese quanto fosse in disordine in quel momento, dopo la paura provata durante quei pochi istanti di confusione e la fuga disperata attraverso il sentiero.
     Si allontanò i ciuffi dal volto, portandoli dietro le orecchie, senza curarsi dell’immoralità del suo gesto. Non c’era tempo per le finezze, né per le lacrime. Doveva pensare in fretta a cosa fare, data la situazione drammatica che si era palesata davanti a lei.
     Cercò di scorgere qualcosa all’orizzonte che la aiutasse a capire quanto fosse distante il castello, ma non vedeva nulla se non gli alberi e il sentiero che continuava dinanzi a lei. Per un attimo pensò di continuare da sola verso la capitale; non doveva essere lontana. Si ricordò che sir Rudolf le aveva detto che da Elber distava due ore di cavallo. Non poteva essersi allontanata più di tanto, perciò era più breve la strada che avrebbe dovuto fare per tornare indietro.
     Ci rifletté per qualche istante, mentre le veniva in mente un dettaglio. Se davvero era lei l’obiettivo, allora era davvero saggio continuare il viaggio da sola anche se per un paio d’ore?
     A un tratto le giunse alle orecchie un vago rumore di zoccoli; pareva distante, poiché era appena percettibile. Anche la giumenta doveva essersi accorta del movimento improvviso, perché sollevò la testa e tornò ad essere irrequieta.
Si chiese se non fossero i nemici che li avevano attaccati ma ricordò che non si erano fatti vedere, perciò non potevano essere loro. “Magari sir Rudolf…”. Prima che la sua giumenta impazzisse per il terrore e partisse al galoppo, Mey lo aveva visto sollevarsi da terra. Poteva essere ancora vivo e se aveva ragione sarebbe di certo andato a cercarla.
Decise di aspettare, consapevole del fatto che rimanere sulla strada era un grosso rischio; per lo meno avrebbe dimostrato di essere una fanciulla coraggiosa, come doveva esserlo una vera Krown. 

* * *

Il tempo passò e il rumore di zoccoli si avvicinava a ogni attimo. Finalmente le era chiaro che quello scalpitare proveniva da più di un cavallo, forse tre o quattro, ma ancora non poteva sapere chi si sarebbe trovata davanti.
     Scoprì con piacere di avere ragione. Passarono altri secondi, che le parvero interminabili minuti, duranti i quali Mey sentì salire la tensione. Poi apparvero cinque figure in sella a palafreni da viaggio e capì che quella era la sua scorta.
Sentì il sollievo possedere il suo cuore, eliminando le paure che le stringevano il petto come artigli, e si mosse per andare loro incontro; si sforzò di apparire tranquilla e serena, anche se le tremavano ancora le gambe.
     Cercò con lo sguardo sir Rudolf, ma non vedeva il suo palafreno grigio in mezzo ai cavalli scuri. Per un attimo pensò di essersi sbagliata e che il cavaliere potesse davvero non avercela fatta.
     «Eccola, eccola là!» urlò qualcuno.
     «Principessa!» Un cavaliere si staccò dal gruppo, urlando il suo nome. «Principessa, state bene?»
La raggiunse in pochi istanti. Era sir Rudolf e vedendolo Mey si sentì finalmente meglio. Lo guardò e lesse la preoccupazione nel suo sguardo stralunato, negli occhi sbarrati e iniettati di sangue. Sembrava sconvolto quanto lei, ma la principessa finse di stare bene cercando di non darlo a vedere.
     «Sir, mi avete trovata finalmente». La sua voce le uscì più fredda di quanto avrebbe voluto. Represse l’istinto di mordersi un labbro per ricordarsi le buone maniere.
     «Sì principessa, ti abbiamo cercata per quasi tre ore. Il tuo cavallo deve avere deviato a un certo punto verso il folto del bosco, perché non trovavamo la strada. Abbiamo dovuto tagliare per i boschi e cercare le tracce». Rudolf Ruyn ansimava e reggeva le redini debolmente.
     «Spero che non ti abbiamo fatto del male Altezza».
     «Non preoccuparti sir Rudolf, sto bene» sussurrò distratta. Non si ricordava di avere percorso un tratto in mezzo agli alberi, forse perché era troppo scossa per l’accaduto.
     Il cavaliere annuì; pareva rilassato, ora che l’aveva vista incolume. Mey però si accorse che non era lo stesso per lui. Perdeva sangue da un braccio e sembrava reggersi a stento in sella.
     «Tu sei ferito…». Indicò con un cenno il braccio sanguinante.
     «Non è niente principessa» la rassicurò il cavaliere.
     «Sto bene, è solo un graffio. Guarirà presto».
Mey capì di non dover insistere, così non disse nulla.
     «Ma non si può dire lo stesso per Nolan e tutti gli altri» riprese sir Rudolf. «Molti sono gravemente feriti mia signora e non sono in grado di rimettersi in sella».
     “Nolan è ferito…”. Rivide in un lampo l’immagine fugace di Nolan Bastian trafitto da una freccia, dopo averle salvato la vita, e crollare svenuto sul cavallo. D’un tratto si sentì oppressa dall’ansia. Nolan era rimasto ferito per proteggerla, le aveva salvato la vita e lei si era persino dimenticata di lui.
     «È molto grave la ferita di sir Nolan?» chiese temendo la risposta.
     «Sì Altezza, è grave, ma credo che possa salvarsi se rimane fermo e a riposo».
     «Quindi cosa proponi?»
     «Penso che la cosa migliore sia tornare a Elber, mia signora. È lì che abbiamo lasciato i feriti. Inoltre non credo che sarebbe saggio proseguire verso il castello, dato che la scorta si è ridotta a noi cinque. Non saresti al sicuro senza un buon numero di soldati a proteggerti».
     «Capisco». Era proprio la risposta che si aspettava. «E se il nemico attaccasse di nuovo?»
     «A Elber? È improbabile che lo faccia». Sir Rudolf contrasse il viso in una smorfia di dolore. «Penso che ci avrebbero già uccisi tutti, se avessero voluto. È la tua incolumità che mi preoccupa Altezza. Devo trovare un modo per riportarti al più presto al castello».
     «Basterà chiedere rinforzi» affermò Mey. «Sono sicura che mio fratello verrà immediatamente in nostro soccorso».
     Il cavaliere annuì: «Sono d’accordo, Altezza. Sicuramente Sua Maestà non tarderà a mandarci un generoso aiuto». Si volse in direzione dei soldati che aspettavano ordini. «Tu, vieni qua» indicò un soldato, che spronò il cavallo e in un attimo li raggiunse. «Corri al castello e porta un messaggio al re. Raccontagli quello che è accaduto e digli che abbiamo bisogno di una scorta consistente per condurre la principessa al sicuro. Chiedi di portare con te anche un guaritore che possa prendersi cura dei feriti e un carro per trasportarli quando ci rimetteremo in marcia».
     «Sì sir, sarà fatto».
     «Bene, parti subito e fai in fretta. Devi arrivare al castello prima possibile».
Il soldato annuì con vigore e chinò la testa per salutarli. Poi spronò di nuovo il cavallo e partì al galoppo alla volta del castello. Mey lo guardò sparire oltre un gruppo di alberi in fondo, dove probabilmente il sentiero subiva una deviazione non visibile da quella distanza.
     «Non gli accadrà nulla vero?»
     Rudolf Ruyn fissava lo stesso punto da dove Mey aveva appena distolto lo sguardo: «Spero di no Altezza. In caso contrario per noi sarà un grosso problema».
     A quelle parole Mey si augurò che andasse tutto bene. Se il soldato divenuto messaggero non fosse arrivato al castello, per i feriti che li aspettavano a Elber si sarebbe davvero messa male. Soprattutto per Nolan Bastian.

lineaSeparatriceFINE PRIMA PARTE 

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– Lady Erin Wings Krown.


Licenza Creative Commons“L’undicesimo re” di Irene Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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22 pensieri riguardo “L’undicesimo re – Capitolo 3 (prima parte) Il messaggero

  1. Ciao ^^ finalmente sono riuscita a passare!
    Prima parte di questo capitolo davvero scritto bene ^^ Complimenti! Son ben curiosa di conoscere al meglio questa imboscata e sperare che il messaggero arrivi a corte ^^ Ho amato come si è comportata Mey, anche se scossa ha avuto un grandissimo coraggio!
    Sono molto curiosa del seguito 🙂
    Alla prossima ^^

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    1. Ciao, 😀 sono contenta che l’hai letto, purtroppo ho dovuto pubblicare solo un pezzetto perché ho avuto dei problemi di revisione.
      Comunque grazie mille davvero.
      Ora la connessione va, per cui finalmente potrò stare su fb.
      A presto! 🙂

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  2. Questa storia mi prende sempre di piu’. In verita’ pensavo di dover aspettare di piu’ prima di leggere questo capitolo ma poi ho notato il “Prossimo capitolo” in fondo al secondo e sono corsa a leggere.
    Mi piace sempre di piu’ l’atmosfera cavalleresca, semplicemente ne ho una passione immensa e leggere questi capitoli e’ una gioia unica perche’ ormai tendo a perdermi questo genere per leggere FanFiction non originali.
    Spero che tu pubblichi presto la seconda parte.
    A presto 🙂

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    1. Ciao 🙂 sei davvero molto gentile, anch’io amo le storie di questo genere e soprattutto scriverle…
      Dovrei aggiornare domani, se tutto va bene… 😉
      Grazie ancora moltissimo… ❤

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        1. Mi dispiace che tu abbia dovuto abbandonare… Io spero di farcela, perché ci tengo molto. E spero che venga abbastanza bene…
          Grazie molte 😉
          A presto!

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        2. Bene! 😉 non si sa mai, magari la prossima volta se ce la farai…
          Buona giornata!

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    1. Grazie, non mi ero accorta di essermi dimenticata il link al capitolo successivo. Adesso rimedio. 😉 Per la lunghezza non so, a volte ho il terrore che siano capitoli troppo lunghi, quindi sono sempre in dubbio. Grazie molte per la tua opinione.

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  3. Mi sembra un capitolo nel complesso ben scritto, soprattutto la prima parte trasmette il giusto pathos e le insicurezze della principessa. Certo, il finale lascia insicuri, ma è giusto che sia così 🙂

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  4. E’ in momenti come questi che sono grata di vivere nell’epoca dello smartphone XD Io temo per il messaggero, qualcosa mi dice che non gli sarà facile arrivare incolume al castello ! Mey mi piace sempre di più, il modo in cui affronta il pericolo, e la sua apparente freddezza la rendono una protagonista eccezionale.

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