Annabell – Cacciatori di demoni, 1

Buonasera a tutti!
Oggi vi presento la versione rivista e corretta di “Annabell, cacciatori di demoni”.

Annabell copertina

La città di “Moondevil” è infestata da creature del male, chiamate demoni. Un gruppo di ragazzi, la cui leader sembra essere Annabell, vive rifugiato in un palazzo ormai in stato d’abbandono, come il resto di quella parte di città. La vita sembra continuare, nonostante nulla sia più come prima; finché un giorno, all’improvviso, qualcosa cambia.

1 – Città di notte

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L’aria fredda condensava il suo fiato in nuvolette di vapore, cullava i suoi pensieri rendendoli più leggeri e sopportabili. Attorno a lei la notte era buia, poche fredde stelle punteggiavano il cielo nero. Ann osservava con ansia crescente la strada poco illuminata, le luci delle case che cominciavano a spegnersi come mille, piccole lucciole che morivano una dopo l’altra.
     Da sopra quel palazzo, si poteva vedere buona parte della cittadina di Moondevil; per questo le piaceva andarci. Si sentiva più sicura a dominare tutto dall’alto, come una sentinella che avvisava gli altri del pericolo imminente.
Anche da lì, però, bisognava avere buon occhio per notare se qualcosa cambiava nell’immobilità della notte, se stava per accadere…
     «Ann!» Una voce interruppe i suoi pensieri. «Annabell!»
     “Questa è Vickie”. Ann sospirò. «Sì, sono qui! Smettila di urlare». Dalle scale, che portavano al tetto del palazzo, spuntò la figura sottile di Vickie, che indossava vestiti talmente candidi da assomigliare a una lampadina. Aveva pure una torcia elettrica in mano. Sembrò accorgersi che lei la stava guardando male, perché abbassò lo sguardo sui suoi vestiti e fece una smorfia. «Troppo appariscenti?»
     Ann rise: «No, certo che no. Però non dovresti urlare per chiamarmi, sai che loro possono sentirci».
     «Ma qui siamo al sicuro». Vickie si avvicinò al parapetto.
     «No». Ann scosse la testa. «Non siamo al sicuro. Loro sono là fuori, da qualche parte. Finché non se ne andranno, noi non saremo mai al sicuro».
     Ora stavano una accanto all’altra. Ad Ann sembrò di percepire un po’ di calore dal corpo di Vickie. Era una bella sensazione. Sospirò: «Senza contare che questo palazzo è un rifugio fin troppo ovvio».
     «Che cosa vuoi dire?» Nella voce di Vickie trasparì lo sgomento.
     «Ci troveranno, prima o poi. Questo lo sappiamo tutti. Non potremo stare qui per sempre».
     «Ma a me piace qui». L’amica fece spallucce; non sembrava turbata dalle sue parole. Nel suo sguardo Ann non vide la minima traccia di paura. «Poi nessuno sa se sono intelligenti, no?»
«È vero» convenne Ann, «ma, visto non lo sappiamo, dobbiamo  comportarci come se lo fossero».

Rimasero in silenzio per qualche minuto. Anche Vickie guardava la notte, ma, a differenza di Ann, lei aveva gli occhi puntati sulle stelle.
     «Vieni giù con noi?» chiese Vickie, a un tratto, rompendo il silenzio con la sua voce limpida. Si chiese come potesse essere sempre così entusiasta nonostante la loro situazione. Forse non c’era una risposta. Lei era così.
Scosse la testa: «È meglio che qualcuno rimanga qui».
     «Ma potrebbero vederti… e poi Sam sta facendo le frittelle». 
     «Dici sul serio?» Annabell aggrottò la fronte. L’amica annuì e si leccò le labbra annuendo.
     «Samantha? Ma non era Ray quello delle frittelle?»
     «No! Ray è quello che le mangia».
Scoppiarono entrambe a ridere e per un attimo Ann dimenticò tutte i suoi pensieri e le sue paure. Poi, però, si accorsero di stare facendo un po’ troppo rumore.
     «Okay, è meglio che io vada. Chissà che starà combinando Sam con quelle povere frittelle».
     «Sì, tu vai».
     «Sul serio non vieni?»
     Ann fece di sì con la testa: «Non vengo Vickie, qualcuno deve restare qui».
     L’amica si avviò verso le scale: «Sei sicura di voler stare qui tutta sola?»
     «Sì, sto bene al buio». In verità Ann aveva paura, ma questo non lo disse.
     «Manderò qualcuno a darti il cambio!» Vickie sparì giù per le scale. E con lei se ne andò anche la luce della sua pila.
Annabell rimase sola. Il buio l’avvolse, ma questo non la turbava; ormai ci aveva fatto l’abitudine. Era tutto il resto a preoccuparla; ciò che si nascondeva nel buio, celato al suo sguardo. Le sue paure le crollarono addosso, e lei non poteva fuggire. Così rimase lì, acquattata nel buio, come loro, a osservare le rade stelle spegnersi dietro una coltre di nubi.

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5 pensieri riguardo “Annabell – Cacciatori di demoni, 1

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