Poesia: Le lodi dell'Usignolo

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Dal becco esce un coro

Di voci soavi

Che crescono insieme

Alle luci del giorno.

Di un alba leggera

Che d’oro contorna

I freschi occhi grigi del

Selce imbrunito.

S’avvia per il colle

La bella rugiada,

si posa sui boschi

del borgo invernale.

Scioglie i rami,

brillan le foglie,

per i ruscelli suonano

dolci menestrelli incantati.

Accesa è la magia

del coro celeste,

terrestre è la via

che percorre la notte,

dall’alba in poi

nessuno più dorme

per ascoltar le voci

del fatuo destino.

Fiammelle del giorno

Che scivolan via,

venite o fringuelli

scacciate gelidi inverni,

d’ardesia i vostri nomi

canteremo dalle finestre,

uniranno le stagioni,

culleranno taciti accordi.

Azzurri capi in fiori

Versate le vostre lacrime,

di piume il colore

che melodie canterà

guardando dall’alto del cielo.

Prima che il sole tramonti

il principe verrà

a cantar le lodi del dio morente.

– Irene – 

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