Le lune di Chantel – puntata speciale

Buonasera lettori. 
Stasera, come ogni venerdì, doveva esserci “Le lune di Chantel”, anche se avevo deciso di non continuare. Poi, come sempre, avevo cambiato idea, ma non sono riuscita a scrivere molto questa settimana. Perciò, per questa volta, mi lascio andare a una mini puntata di consolazione. Spero vi piaccia, fatemi sapere. Un commentino, anche piccolo piccolo, mi farebbe bene.

LldC - copertina 1 - speciale

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Divisore fiocco nero

Il piano suonava dolcemente, le dita scorrevano delicate sui tasti. Pigiavano appena, come fossero fatti di cristallo e potessero frantumarsi al solo tocco.

Era un suono magnifico. Mozart? Bach? Non ne sapeva abbastanza per poterlo dire,  però era l’unico momento in cui si sentiva davvero bene, quasi in pace.

Poi il suono si ruppe.

«No!»

Aprì gli occhi di scatto. “Era solo un sogno.” Lì nessuno suonava il piano. “Solo un maledetto sogno”.

«Ah!»

Quel richiamo lungo, prolungato, lo mise sull’attenti. Guardò l’ora sulla sveglia. Le nove e un quarto. “Ho dormito troppo; davvero troppo.” Non poteva farlo; non doveva succedere più.

«Ah!» Ancora il richiamo disperato, isterico, che gli fece salire l’ansia.

«Arrivo!»

Il pianoforte.  Quanto gli sarebbe piaciuto restare addormentato ad ascoltare, all’infinito, il suono triste e dolce di quei tasti.

Mise un piede giù dal letto. Era tutto così sbagliato, tutto così sbagliato.

Il pavimento era freddo, ma rimase scalzo. Corse fuori dalla stanza, verso il piano di sotto; si sentiva sempre più in apprensione.

Lei era lì, a metà delle scale, attaccata al corrimano. Si dimenava avanti e indietro, sbattendo con il corpo sul legno scuro, e urlava.

Era sempre uno shock vederla in quello stato. Per un attimo rimase immobile, con gli occhi spalancati; sentiva il cuore battere forte sotto la maglietta del pigiama.

Si affrettò a raggiungerla, mentre sentiva lo stomaco contorcersi. Lei sembrava non vederlo neppure.

«Stai ferma. Buona, non devi fare così». La prese per un braccio, dolcemente, e sentì che era fredda e tremava. «Non devi farti del male. Smettila».

Ma lei continuava a dimenarsi, ancora più forte. Si staccò dal corrimano e cominciò ad assestare pugni al legno e al vuoto oltre. Non diede segno di essersi accorta della sua presenza nemmeno quando lui la prese da dietro e cercò di tenerle ferme le braccia.

«Non fare così». Sentì le lacrime salirgli agli occhi, mentre lei urlava forte. La sua voce era collerica, agghiacciante.

«No, ti prego». Una lacrima sfuggì al suo controllo precario; e anche lei gli stava sfuggendo, da quanto si dimenava. «Ferma! stai ferma, ti prego».

«Aha! Ah!non voglio farlo, non  voglio farlo!» Partì una gomitata, che lo centrò in pieno petto. Per un attimo non riuscì più a respirare, e la donna uscì di testa ancora di più. Iniziò a sbattere i piedi. «Lui mi ha preso. Lui mi preso. Mi ha preso, mi hai preso». Ora cantilenava con voce stridula.

“Chi ti ha preso?” Una mano stretta al petto, cercava di respirare.

Era a terra, sdraiato malamente sulle scale.

«Lui mi ha preso. Mi ha preso».

***

Era sempre terribile vederla durante uno dei suoi attacchi e capitava fin troppo spesso. Solo che di solito riusciva a controllarla. Perché ora no? “Forse è più grave. Forse sta peggiorando”, si disse. Chiuse la porta della camera, riuscendo a non sbatterla. “Perché proprio adesso? Perché deve farlo?”

All’improvviso si lasciò andare, crollando a terra. La testa sulle ginocchia, si abbandonò a un pianto convulso.

Divisore fiocco nero

Grazie a chi l’ha letto, davvero 😉 e mi scuso per l’assenza degli ultimi giorni.
Buonanotte, fedeli lettori. ❤

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2 pensieri su “Le lune di Chantel – puntata speciale

    1. Irene Sartori (Erin Wings)

      Grazie 🙂 in realtà questo capitolo non doveva nemmeno esistere, ma io nonché riesco mai a resistere all’idea dei molteplici punti di vista e ci sono cascata XD Questo è l’ultimo pubblicato…

      Liked by 1 persona

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