La scala

Sale e scende,

pressione autoritaria,

sbalzante, incalzante,

mi prendi e mi scuoti.

Sono la tua bambola

Colei che usi e butti via.

Sono la tua favola,

che sprechi come

una parola fatta,

suona di falsità,

accumulata negli anni

di solitudine,

vecchia e fresca, nera

amica. Come lei fai svanire

ogni ricordo

buono e svieni

al tatto dell’anima.

È il candore dell’innocente

A ucciderti,

ancora una volta.


(Un altro delirio del 19 aprile).

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3 pensieri su “La scala

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