Celeste coscienza – poesia

Oh, creatura del vento

Che danzando manifesti

Tutta la grazia

delle tue membra,

sii leggiadra e festosa,

e celeste quanto il tempo

ove la memoria scaduta

dell’umana coscienza sta allestita.

Così vestita,

di movenze sicure,

e ombrose silenti distanze,

che da tempo pensi di dover tenere.

A raggiungere il tuo cuor,

mio splendore,

ci vuole il fuoco che tempesta

il petto mio e il tuo candore,

come neve volteggia,

nel vento si fresco e

carezzevole

e mutevole è il mio ardore

che passeggia in soleggiata marea.

Saranno memorie perdute,

e così leggere che balleranno al suon

del vespro,

quando nel rosso della sera s’alzerà

l’anima mai

e la tua argentata veste coronerà il cielo,

allora non impiegheranno maldestre usanze,

per servirti

o dolce chimera,

perché l’amor mio non può distruggere colei

che più vedo nel silenzio

e nella quiete

e nella dolce solitudine che è la mia malinconia.

 


(28/03/2015). Da anonimo.


E tra manifestate pagine s’afflosciò,

tra la grazia del candore vissuto.

Celeste è la memoria di colui che

Annega, non rinnega il suo ardore.

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