Nessuno

Freddo,
che le redini conduce
in quest’orribile destino
che è la via di un essere umano
di nome Nessuno.

                   

Senti la neve posarsi sulle tue mani. È fredda. Ti volti e vedi il nulla circondarti, perché nessuno si accorge di te, come se fossi un fantasma che fluttua nell’aria. Invece tu sei vivo e senti il freddo come lo sentono gli altri. Punge la pelle, brucia come il fuoco, fa male. L’ennesimo fiocco bianco, che porta quella sensazione di fuoco che imprime sofferenza sul dorso delle tue mani. Lasci scorrere le lacrime sulle tue guance, le senti bagnarti la pelle, bruciano ma non sono calde; non scaldano.

Continui a camminare, mentre tutto lentamente diventa bianco; un bianco impuro, inzuppato del dolore di milioni di anime perdute nelle strade. Ti accovacci nel buio di un vicolo, dietro ai bodoni dell’immondizia. Lì ci stai bene, perché pensi di far addirittura più schifo dell’odore che aleggia nell’aria.

Ti chiedi il motivo di tutto questo, perché nessuno ti aiuta. Ma sai già la risposta. Tu non hai chiesto aiuto, perché ti vergogni di quello che sei, di quello che hai fatto e di quello che continuerai ad essere. Nessuno.


Spero vi sia piaciuto questo brevissimo pezzo del 14/01/2015. Ditemi cosa ne pensate. Grazie!

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Licenza Creative Commons“Nessuno” di Irene Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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2 pensieri riguardo “Nessuno

  1. Più che drammatico lo ritengo dannatamente “quotidiano”… cioè che gode di quella normalità cui ci stiamo abituando. E mi riferisco alle brutture della vita ed alla solitudine che “il benessere” ha creato innescando una reazione tanto vigliacca quanto idiota di suprusi e poca custodia e riguardo verso le categorie più deboli. Ma è proprio il freddo che racconti tu a far la parte da leone… è lui che arrotonda i contorni di tutto e di tutti con la sua algida stratificazione di diabolica indifferenza…. e questa si che è drammatica!!! A little kiss.

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    1. Grazie mille per la lettura. Sì, in effetti doveva essere un drammatico realistico. Ciò che hai detto è terribile, perché terribilmente vero. Il freddo, la solitudine; la normalità di queste cose sta diventando pressante e, purtroppo, ci stiamo abituando a questo. Il tuo commento è un piccolo capolavoro! Grazie ancora, un saluto.

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