Quella casa dove un giorno vivrò – Luogo preferito

Apri la mente e immagina…

Autore: Irene Sartori (Erin Wings Krown)

Titolo: Quella casa dove un giorno vivrò

Oggetto: Per la sfida di scrittura dal sito 20lines

Tema: Luogo preferito

Genere: Testo di riflessione/racconto breve

* * *

Apri la mente e immagina.

Immagina un cortile con l’erba verde e roseti rossi in ogni angolo, una siepe scura, un acero rosso, un pesco e un ciliegio.

Immagina una stradina di ciottoli, come in una fiaba di quelle che si leggono da bambini. Poi gradini bianchi, una porta che aspetta solo che tu entri.

Immagina un ingresso ampio, pareti chiare, quadri meravigliosi e mobili raffinati in legno, cornici d’argento. Un salotto grande, un caminetto in pietra, il fuoco che scoppietta, un bel divano, due poltrone, un quadro raffigurante un veliero in mezzo all’oceano in tempesta. Come il veliero dell’alba ne “Le cronache di Narnia”.

Immagina tutto questo e poi, ci scommetto, comincerai a pensare a quanto sto chiedendo, a come risulti folle, impossibile e troppo costoso.

Allora, ti sfido. Immagina una cucina in stile rustico, con un tavolo in legno pregiato e un quadro con il disegno di una rossa aurora.

Poi immagina un bagno enorme, con un vasca, il doppio di quelle normali, in cui tuffarsi e immergersi fino al naso. E non dimentichiamo l’idromassaggio! Niente specchi, mobili bianchi e un quadro che raffigura un cielo azzurro come i lapislazzuli e un castello come Celandia, immerso tra le nuvole bianche e soffici come zucchero filato.

E se sei riuscito ad immaginare tutto questo, adesso arriva il bello.

Immagina una porta in legno dalle maniglie dorate. La apri e posi i piedi su un tappeto intessuto di fili d’argento come la luna. Il letto con una morbida trapunta blu, mobili in legno chiaro e sulla parete, sopra al letto, un quadro talmente bello che il tuo cuore palpita. È la notte stellata di Van Gogh.

Come può tanta bellezza essere dentro una stanza? come puoi resistere a tende blu e ricami bianchi e alla vista mozzafiato di un’intera parete dipinta in un tramonto sul mare?

Immagina di uscire dalla stanza, il cuore gonfio di emozione e di entrare nella vostra camera preferita. Prima ancora di aprire la porta, le lacrime cominciano a scorrere nelle tue guance , bagnando la tua anima come un fiume gioioso d’alta montagna.

Entri e capisci che, finalmente, il tuo più grande sogno si è avverato. Se dovessi scegliere, elimineresti il resto della casa senza neanche pensarci e vivresti solo lì. Tra il profumo dei libri, rilegature in cuoio e carta profumata d’inchiostro e parole, tu vivresti. Tra gli scaffali che odoran di legno, tu potresti anche morire. E moriresti nel tentativo di toccare tutti quei libri, di leggerli tutti, di sfiorare ogni pagina di quella perfezione.

Non c’è altro che vuoi, non c’è altro che chiedi, perché nell’angolo più accogliente della tua stanza dei libri, vi è una scrivania in legno di ciliegio, un caminetto, un computer e … alla faccia del portatile ASUS, una macchina da scrivere che ti aspetta. La tua prima macchina da scrivere, quella che sogni da tempo, quello che nemmeno avevi mai visto prima.

Corri giù per la scalinata, nemmeno t’accorgi del tappeto rosso su cui poggi le tue scarpe consunte.

Urli, corri fuori dalla porta e urli. Canti, fregandotene della tua voce pessima.  Fischi, come t’ha insegnato tuo padre e urli. E piangi, piangi lacrime che non vedevi l’ora di versare. Lacrime per tutto il tempo in cui hai aspettato e pazientato, lacrime per i momenti più bui, quelli in cui pensavi di non farcela  e credevi di essere inutile persino a te stesso.

Poi rientri. Vuoi riprovare l’emozione di prima, altre mille volte. Per sempre.

E allora t’accorgi che un dettaglio t’era sfuggito.

Quel pianoforte nero, lucido, che v’è nella parete del salotto. Distante dal camino, distante dalla finestra, distante da tutto. Quello sarà il vostro secondo rifugio. E ora sei ricco, potrai imparare a suonare, finalmente. E se non ci riuscirai, pagherai qualcuno che possa farlo per te. E ti commuoverai all’infinito ascoltando le tue musiche preferite, perché ora ne sentirai il vero suono e sarà soave come carezzare la pelle di un bambino.

La libreria, il pianoforte, libreria, pianoforte, libreria, pianoforte … il tuo piccolo, grande, Paradiso.

Sei felice. Si, ora conosci la felicità. È questo, lo è, non può non esserlo. Questo è il culmine del piacere, è il bacio più dolce, la fragrante bontà del pane appena sfornato, la vendetta più voluta, la morte dell’invidia, un sogno che si avvera. Questo è l’inizio e la fine. È la fine della morte, perché ora tu non puoi più morire. Ora sei immortale, nella tua forza, nell’amore che provi per tutto questo, nella conoscenza che tu hai di questo piccolo mondo. Ora tu sai, che sei umano, che provi emozioni, che ami davvero, che vuoi tutto e tutti.

Sei vivo, bello e felice. Perché tu, con la tua felicità, con il tuo sogno, con il tuo desiderio avverato, hai appena vinto la morte.

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2 pensieri riguardo “Quella casa dove un giorno vivrò – Luogo preferito

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