Tutta questione di frizione

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Autore: Irene Sartori (Erin Wings Krown)
Titolo: Tutta questione di frizione
Genere: racconto breve.
Sottogenere: Drammatico.
N. di caratteri (sp. inclusi): 4.675
DedicaA tutti coloro che sanno ciò che vuol dire avere paura per niente.
Questo racconto, scritto qualche tempo fa, è dedicato alle persone come me, insicure e ansiose, che soffrono per delle paure spesso ritenute assurde. Un grosso abbraccio.


Frizione, freno, acceleratore.
Queste parole mi inseguono come ragni velenosi in un incubo. Vogliono uccidermi, ne sono certa.

Non sono nemmeno abbastanza lucida da poter presentarmi come si deve. Sto pensando a quale via d’uscita può esserci in situazioni che senti di non poter affrontare. I miei problemi sono tanti, ma uno è il peggiore: la paura della paura. Poi il pericolo, i dubbi, le grandi incertezze e insicurezze di ogni giorno seguono a braccetto questo grande ostacolo che non riesco a superare: la paura.

In questo momento non dovrei pensare ad altro che a quello che sto facendo, ne sono consapevole, ma io sono io e non faccio mai le cose come dovrei. E ho appena fatto morire la macchina. L’istruttore di guida, seduto accanto a me nel posto del passeggero, gira la chiave al posto mio. L’auto va avanti e il mio piede è scivolato via dalla frizione, ma non ricordo di aver accelerato, né inserito la seconda marcia. Sono proprio una frana. Sta facendo tutto lui, ancora una volta. Come ieri, l’altro ieri, come una settimana e un mese fa. Io sono imbambolata e non riesco a svegliarmi. Mi sgrida, vuole che mi impegni. Io mi sto impegnando, è solo che mi blocco, come la penna quando si incanta, il meccanismo di scatto non funziona e così non riesco a scrivere. Solo che la penna a forza di provarci, prima o poi funziona, mentre io no. Io continuo a perdermi nel mio mondo. Davanti alla paura, vado in panico. Non scappo, non reagisco, mi congelo e resto lì imbambolata, a guardare tutto fluire via come l’acqua nello scarico della doccia. Penso che dovrei, che vorrei essere diversa. Ma come si può cambiare davvero? Il lupo perde il pelo ma non il vizio, dicono, ma il carattere? Il lupo può perdere il suo carattere e crearsene un altro?

In questo momento probabilmente non importa. Il mio istruttore ci riesce, lui mi sveglia, mi mette davanti alle difficoltà e mi dice di superarle. Forse questo è l’unico modo. “Accosta a destra”. Ecco, temevo che me lo chiedesse. Metto la freccia, per lo meno quella me la ricordo. Ma non riesco a fermarmi in tempo, così lascio fare a lui. Sono un disastro e lo penso continuamente. Mi sminuisco? No, è solo la verità. Il tempo stringe, corre, passa in fretta, e io sono ancora qua, a cercare di alzare la frizione senza che la macchina sobbalzi. Sento vibrare sotto le mie All Star blu. Forse ce l’ho fatta, ora accelero un po’. La Peugeot sobbalza, ma non si blocca e va avanti. Non è come me, lei almeno funziona. È come se fosse persino più viva di come lo sono io. Però ce la sto mettendo tutta ed è confortante sapere di averci provato. Ho tentato di imparare. Certo non è come riuscirci. È solo che capire e mettere in pratica non solo il mio forte. Sono come un disco rotto, ripeto sempre le stesse cose e non miglioro mai. Vorrei fare di meglio, ancora non ci riuscita.

Ora sono ferma a un semaforo. “Ce la posso fare, lo so che ce la posso fare”. Cerco di farmi coraggio. Un respiro profondo, un sorriso per darmi un po’ d’energia. È verde, devo passare. Ma sono più lenta di una lumaca. Dentro di me penso che vorrei essere già a casa.

Riesco a partire, ma ho fatto colonna dietro la Peugeot. Premo la frizione  e inserisco la seconda. La freccia rientra da sola, per fortuna. Avrei anche potuto dimenticarmela. Mi viene da piangere. Sono una stupida, ecco cosa sono. Mi preoccupo per cose di cui non bisognerebbe, ho paura di tutto, ma proprio di ogni cosa. Allora mi chiedo: perché esisto se sono così una nullità?

Le auto sfilano attorno a me, tutti mi sorpassano perché vado piano. Una bmw nera, lucida come uno specchio, mi sorpassa. Guardo il contachilometri e mi mordo un labbro. Vado davvero troppo piano. Devo accelerare un po’, ma ho paura. Dovrei andare almeno alla velocità che mi consenta di mettere la quarta e l’istruttore me lo fa notare. Mi sento in trappola. La mia mente va a quella volta in cui ero stata in un labirinto, mentre scrivevo una delle mie storie. Il mio personaggio non riusciva più ad uscirne. Questo è quello che c’è nella mia testa. Un maledetto labirinto. Io sono in trappola e non so come uscirne. La via esiste … ma se io la trovassi troppo tardi? Vorrei fuggire, andarmene lontano, però so che non servirebbe a nulla.

Il segnale di rotatoria entra nel mio campo visivo, ma è ancora presto per il freno e io sono in ritardo con la quarta, molto in ritardo. Vorrei non metterla, ma so che devo farlo. Devo provare all’istruttore che ho imparato qualcosa. Costringo la mia mano destra ad accompagnare il cambio in folle e poi giù, dolcemente. E penso già che adesso non farò più a tempo a frenare da sola. Ancora una volta la paura ha vinto.


Spero vi sia piaciuto. Se avete critiche negative/costruttive, sentitevi liberi di esprimervi 🙂 . Grazie per la lettura, se vi è piaciuto potete anche lasciare un votino al blog.
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Licenza Creative Commons“Tutta questione di frizione” di Irene Sartori è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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2 pensieri riguardo “Tutta questione di frizione

    1. Grazie 🙂 sei stato molto gentile a leggere e commentare … è un racconto che ho scritto qualche mese fa quando stavo facendo le guide per imparare … ho la patente da giugno e sono ancora un disastro :)..
      P.s. per fortuna non sono l’unica 😉 grazie ancora!

      Liked by 1 persona

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